Cuneo Metromontana Food Metrics Report

Il Cuneo Metromontana Food Metrics Report è un’analisi del sistema agroalimentare di Cuneo e delle sue valli che restituisce una lettura integrata delle principali dinamiche che attraversano la filiera del cibo a livello territoriale. Lo studio adotta un approccio territoriale e sistemico, combinando dati quantitativi e indicatori tematici per mettere in evidenza il sistema alimentare locale.

L’analisi si basa su dati provenienti da fonti istituzionali e da organizzazioni terze, tra cui Camera di Commercio, ISTAT e uffici del Comune di Cuneo. I risultati sono organizzati in sette aree tematiche – dall’offerta alimentare al turismo enogastronomico – e restituiti attraverso mappe, grafici e tabelle, a supporto della lettura delle relazioni tra cibo, territorio e politiche pubbliche.

Il 19 dicembre si è tenuto l’evento di chiusura del progetto “Atlante del Cibo di Cuneo Metromontana”

Il 19 dicembre si è svolto a Cuneo l’evento di chiusura del progetto ACuMe – Atlante del Cibo di Cuneo Metromontana, un percorso di ricerca-azione che negli ultimi mesi ha messo in rete istituzioni, università, associazioni e attori del territorio per leggere, misurare e ripensare il sistema del cibo tra città e valli.

La giornata ha rappresentato un momento di restituzione pubblica dei risultati, ma anche un passaggio chiave verso il futuro: dall’Atlante come strumento di analisi alla costruzione di una comunità stabile di lavoro sulle politiche locali del cibo.

I saluti istituzionali: una rete che riconosce il valore del progetto

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali, che hanno confermato l’importanza strategica di ACuMe per il territorio cuneese. Sono intervenutә:

  • Sara Tomatis, Assessora alla metromontagna del Comune di Cuneo
  • Egidio Dansero, Università di Torino
  • Franco Fassio, Università di Scienze Gastronomiche
  • Alberto Valmaggia, LVIA

L’obiettivo del progetto è stato quello di leggere il territorio come sistema metromontano integrato, superando la separazione tra urbano e montano e mettendo in evidenza le interdipendenze alimentari, sociali, economiche ed ecologiche.

Il Food Metrics Report: perché misurare il sistema del cibo

Uno dei principali risultati del progetto è il Cuneo Metromontana Food Metrics Report, presentato da Tommaso Tonet (UNITO).
Il report nasce dalla consapevolezza che conoscere e monitorare il sistema alimentare è un passaggio chiave per costruire politiche locali del cibo più efficaci.

Attraverso indicatori tematici e dati provenienti da fonti istituzionali (Comune, Camera di Commercio, Anagrafe agricola), il report permette di:

  • aumentare la conoscenza sul sistema del cibo locale;
  • supportare le decisioni delle amministrazioni;
  • rendere visibili dinamiche e criticità;
  • favorire partecipazione e consapevolezza.

I dati vengono restituiti tramite testi, mappe, grafici e tabelle, con l’idea di un monitoraggio aggiornabile nel tempo.

L’Atlante del Cibo e la piattaforma FirstLife

I dati raccolti confluiscono nell’Atlante del Cibo di Cuneo Metromontana, ospitato sulla piattaforma FirstLife, presentata da Irene Boccia (UNITO).
FirstLife è una piattaforma collaborativa che permette di mappare risorse, progetti e buone pratiche, rendendo visibili comunità e iniziative spesso poco rappresentate.

I Living Lab: dalla conoscenza all’azione

Accanto al lavoro sui dati, ACuMe ha attivato una serie di Living Lab territoriali, che hanno coinvolto istituzioni, imprese, terzo settore, mondo della ricerca e cittadini.
Dai laboratori sono emerse sia le potenzialità del territorio – ricchezza produttiva, esperienze virtuose, inclusione sociale – sia alcune criticità strutturali, come la frammentazione delle informazioni e il coordinamento tra Comuni.

A conclusione dell’incontro, ha parlato Patrizia Manassero, Sindaca del Comune di Cuneo, evidenziando le potenzialità del lavoro fatto in condivisione tra tutti gli attori in campo.

Un punto di partenza per le politiche del cibo

L’incontro del 19 dicembre ha restituito l’immagine di un territorio complesso, che ha bisogno di dati condivisi, strumenti accessibili e spazi di confronto.
Il contributo sinergico tra ricerca e istituzioni mostra come l’Atlante, attraverso il Food Metrics Report e i Living Lab possano diventare basi solide per costruire politiche locali del cibo più eque e sostenibili.

Forno di Comunità a Cuneo con Im.patto il progetto di NovaCoop

Con Im.patto – con Coop un patto per il territorio, Nova Coop co-progetta insieme
a numerosi partner azioni di sensibilizzazione e promozione sui temi del cibo, della
salute, del benessere e della sostenibilità.

Nova Coop è presente sul territorio piemontese e in parte di quello lombardo con 68 punti vendita e 587.000 Soci. La Cooperativa si occupa di consumo, ma non solo: in linea con i propri principi statutari, si lavora per sensibilizzare i Soci e i clienti ad un consumo consapevole, e si condivide valore con le comunità, attraverso attività e progetti. L’intervento di Nova Coop sui territori non può prescindere dal coinvolgimento degli stakeholder: fare cooperazione oggi significa anche rispondere alle grandi sfide della società attuale, attraverso soluzioni condivise in processi partecipativi. Con il progetto Im.patto, che Nova Coop ha avviato a dicembre 2020 in una prima edizione, è stato applicato e sviluppato l’approccio di co-progettazione, mettendo a disposizione risorse della Cooperativa per progetti comuni su molti territori.

Nel 2025, il Forno di Comunità diventa un punto di riferimento per il quartiere Donatello e per la città di Cuneo, rafforzando il suo ruolo come luogo di incontro e aggregazione.

L’obiettivo principale è quello di favorire la partecipazione attiva dei cittadini, promuovendo la cultura alimentare locale e sostenibile attraverso la valorizzazione delle filiere corte e della panificazione tradizionale.

In programma laboratori di panificazione e cultura alimentare aperti a tutti, coinvolgendo esperti e produttori locali per approfondire tematiche legate alla biodiversità e alla sostenibilità; eventi di comunità e momenti di panificazione collettiva; percorsi didattici dedicati a scuole e famiglie, con esperienze pratiche sulla trasformazione dei cereali e l’uso del forno.
Per rendere il Forno uno spazio realmente condiviso, accessibile anche a persone in condizioni di fragilità sociale, è fondamentale il coinvolgimento delle associazioni. Una rete di volontari e custodi del Forno garantirà continuità e accessibilità. La collaborazione con produttori e panificatori del territorio permetterà di creare
occasioni di scambio e formazione continua
.
La formazione sarà curata dall’En.A.I.P. Piemonte ETS di Cuneo con un percorso professionalizzante, gratuito, che fornirà elementi e tecniche base di panificazione, con moduli dedicati all’Haccp e sicurezza sul lavoro. La formazione che si propone verrà inoltre arricchita dai contributi che porteranno i singoli partner di progetto con visite sul campo e formazioni ad hoc.

Partner del progetto: Cooperativa sociale Momo, Associazione Rigenerazione, Associazione Seven Stars Movement, Casa del Quartiere Donatello, Consulta Giovanile di Cuneo, Comitato di Quartiere Donatello.

Evento finale del progetto ACuMe

Nell’autunno del 2024 è stato avviato il progetto Atlante del Cibo di Cuneo Metromontana (ACuMe), un percorso nato per comprendere il sistema alimentare di Cuneo e delle valli Vermenagna, Gesso, Stura, Grana e Maira. Nel corso di un anno, ricercatrici, ricercatori, enti e realtà del territorio hanno lavorato insieme per costruire una conoscenza condivisa, capace di diventare la base di una futura food policy territoriale, partecipata e condivisa.

Questo cammino è stato possibile grazie al contributo della Fondazione CRC e alla collaborazione tra l’Università di Torino, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, il Comune di Cuneo e LVIA. Attorno al progetto si è poi raccolto un ampio partenariato istituzionale, che comprende Regione Piemonte, Rete Italiana Politiche Locali del Cibo, Politecnico di Torino, Università del Piemonte Orientale, ANCI Piemonte, IRES Piemonte, Camera di Commercio di Cuneo, UNCEM Piemonte e Slow Food Piemonte.

Un anno di lavoro, tra dati, visione e collaborazione

Nel corso del progetto sono stati raccolti ed elaborati dati che andranno a comporre il Cuneo Metromontana Food Metrics Report, uno strumento utile per leggere l’attuale sistema del cibo e individuare possibili traiettorie di cambiamento.

Accanto a questo, ACuMe ha aperto uno spazio sperimentale di confronto: un Living Lab, dove si è discusso di visione strategica, postura culturale e ruolo del laboratorio come ambiente aperto, inclusivo e capace di far collaborare mondi diversi.

Da questo lavoro sono emerse le prime basi per un piano di cambiamento multilivello e per la nascita della futura “Compagnia di ACuMe”, una comunità che continuerà a sostenere il percorso avviato.

Il 19 dicembre presentiamo i risultati

Venerdì 19 dicembre 2025, dalle 9:00 alle 11:30 presso Famù nel Parco – Parco della Resistenza (Cuneo) si terrà l’evento conclusivo del progetto. Sarà un momento aperto, pensato per restituire il lavoro svolto e, soprattutto, per continuare il dialogo con chi ha partecipato a questo percorso: ricercatrici e ricercatori, istituzioni, associazioni e attori del territorio.
La mattinata si aprirà con i saluti istituzionali dei partner che hanno accompagnato il percorso, tra cui il Comune di Cuneo, la Fondazione CRC, l’Università di Torino, l’Università di Scienze Gastronomiche e la LVIA.

A seguire verranno presentati i risultati del progetto: dal Cuneo Metromontana Food Metrics Report alla piattaforma FirstLife, strumenti che offrono una lettura aggiornata e condivisa del sistema del cibo metromontano. Saranno inoltre raccontati gli sviluppi della Compagnia di ACuMe e del Living Lab, lo spazio partecipato nato durante il progetto.

Dopo le conclusioni della Sindaca Patrizia Manassero, l’incontro proseguirà con un rinfresco e si chiuderà con la lettura teatrale “FoodBox” di Alberto Pagliarino, un momento artistico dedicato ai temi del cibo e della sostenibilità, prodotto nell’ambito del bando a cascata del Partenariato Esteso Onfoods “Research and Innovation Network On Food and Nutrition Sustainability, Safety and Security” (Spoke 7 “Policy, Behaviour And Education”) – Piano Nazionale Di Ripresa E Resilienza (Pnrr), Missione 4 “Istruzione e Ricerca” – Componente 2 “Dalla Ricerca all’impresa” – Investimento 1.3, Finanziato Dall’unione Europea – Nextgeneration Eu (Cup J33c22002860001).

Per partecipare?

Per motivi di organizzazione, si chiede di confermare la presenza entro il 12 dicembre 2025 politichesociali@comune.cuneo.it
0171 444469

Associazione Pane al pane

L’associazione PANE AL PANE è attiva in provincia di Cuneo dal 2011 e coinvolge gli operatori commerciali del settore alimentare per la raccolta di cibo a favore delle persone povere.

L’attività dell’associazione consiste nella raccolta a fine di ogni giornata di eventuali giacenze di prodotti freschi, non più riutilizzabili il giorno seguente, esistenti nei negozi di generi alimentari.  La raccolta avviene a cura di numerosi volontari che si avvicendano nei turni con l’ausilio di due furgonette intorno all’ora di chiusura degli esercizi (panetterie, bar, pizzerie al taglio, gastronomie, frutta e verdura, supermercati) per raccogliere gli alimenti freschi e consegnarli immediatamente alle associazioni che gestiscono la distribuzione del cibo in città. Le nostre destinazioni sono la mensa della Caritas, le case famiglia della Papa Giovanni XXIII, le comunità San Vincenzo e Cenacolo. Facciamo, quindi, rete con le altre associazioni del territorio per non permettere che gli alimenti ancora buoni vadano gettati e sprecati.

I vantaggi sono indubbiamente molteplici sia per le persone bisognose che ricevono le donazioni sia per gli operatori economici che vengono coinvolti sgravandoli dello smaltimento del “rifiuto” e infine per le amministrazioni locali che raccolgono inferiori quantità di “materia umida” durante la raccolta urbana dei rifiuti.

Tutto ciò porta alla comunità sensibili benefici sotto l’aspetto economico, sociale ed ecologico.

Alcune amministrazioni comunali possono, per i motivi esposti sopra, incoraggiare gli esercenti sgravandoli dal pagamento di una parte della tassa sui rifiuti urbani come previsto dalla legge 166/16. Tale legge sposta l’approccio della donazione da gestione del rifiuto a gestione dell’eccedenza semplificando le procedure burocratiche per chi aderisce alla raccolta degli alimenti.

Alla fine di ogni anno l’associazione PANE AL PANE raccoglie molte tonnellate di alimenti che diversamente andrebbero gettate nei cassonetti dei rifiuti.

Negli anni l’iniziativa di PANE AL PANE è stata ripresa, grazie all’aiuto della Fondazione CRC, da altre associazioni nei comuni di Mondovì e Alba.

Dal 2022, PANE AL PANE è iscritta regolarmente al R.U.N.T.S. (Registro Unico Nazionale del Terzo Settore). 

Humus Job

Nel 2018 una rete di aziende agricole della Valle Grana (CN) incontra Humus Job, all’epoca spin off dell’Associazione MiCò APS, per iniziare a progettare un modo per inserire lavorativamente i migranti del neonato Centro di Accoglienza nelle aziende di Valle. Questo incontro getta le basi per lo sviluppo dell’impresa sociale e grazie a Fondazione CRC e Social Fare nasce Humus srl, Startup Innovativa a Vocazione Sociale che vende i suoi servizi alle aziende agricole con l’obiettivo di creare lavoro sostenibile per le persone impiegate in agricoltura.

I living lab del progetto ACuMe

Nel 2025 il progetto ACuMe – Cuneo Metromontana ha promosso un percorso di Living Lab sul sistema alimentare, concepito come spazio di incontro, formazione, informazione e ascolto attivo del territorio. L’obiettivo è stato quello di attivare un ecosistema collaborativo capace di leggere la complessità del food system locale e orientare lo sviluppo di politiche locali del cibo più sostenibili, eque e integrate.


Dove e quando si sono svolti

I Living Lab si sono svolti a Cuneo, articolandosi in due incontri:

  • 26 giugno 2025, con il coinvolgimento prevalente di attori prossimi al Comune di Cuneo;
  • 24 settembre 2025, dedicato in modo specifico agli attori operanti nelle Valli.

Agli incontri hanno partecipato complessivamente 42 persone, rappresentative di istituzioni, filiera agroalimentare, terzo settore, mondo della ricerca, educazione e cittadini.


Perché i Living Lab

I Living Lab sono stati attivati per produrre nuova conoscenza sul sistema alimentare, aumentarne la visibilità e supportare le pubbliche amministrazioni nelle politiche del cibo e nella gestione ordinaria. Allo stesso tempo, favorire la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini, promuovere l’integrazione e la cooperazione tra progetti e iniziative sul cibo e accompagnare i processi di governance alimentare locale.

Nel contesto di Cuneo Metromontana, il Living Lab è stato uno spazio:

  • che si è bastoa sull’integrazione tra aree urbane (la “metro”) e montane (“montana”) generando un sistema metromontano, in cui città e valli non sono entità separate, ma interdipendenti sul piano alimentare, ecologico, sociale, economico.
  • incentrato sull’utente e sull’ecosistema territoriale 
  • di ascolto attivo delle comunità locali (urbane, rurali e montane);
  • di co-creazione di politiche e pratiche alimentari sostenibili;
  • di raccolta di indicatori di monitoraggio (monitoraggio partecipato);
  • di co-evoluzione dei sistemi locali coinvolti;
  • di sviluppo di nuove politiche locali del cibo.

La struttura del percorso

Il percorso dei Living Lab si è sviluppato attraverso una sequenza di esercizi partecipativi:

  1. Condivisione di una postura culturale, a partire dal concetto di sostenibilità.
  2. Conoscenza degli attori del sistema alimentare, organizzati in macro-gruppi e funzioni.
  3. Conoscenza del territorio e della collettività, con l’individuazione dei dati necessari a comprenderne dinamiche e criticità.
  4. Costruzione di un piano per il cambiamento, articolato su scala macro, meso e micro.
  5. Avvio della Compagnia di ACuMe, come nucleo stabile di governance partecipata.

I risultati del percorso

1. Una visione condivisa di sostenibilità metromontana

Il primo risultato rilevante è stata la costruzione di una definizione condivisa di sostenibilità, intesa come approccio multidimensionale e accessibile, fondato sull’uso responsabile delle risorse, sull’equità sociale, sulla solidarietà e sul benessere economico diffuso.
Nel contesto di Cuneo Metromontana, la sostenibilità è emersa come un approccio integrato che riconosce le differenze dei territori, ma al tempo stesso l’interdipendenza tra aree rurali e urbane, definibili come uno spazio condiviso di scambio e collaborazione. Si fonda sulla gestione consapevole della complessità sociale, economica e ambientale di un sistema locale.

2. Una mappatura articolata del food system locale

Il percorso ha prodotto una ricognizione ampia e condivisa degli attori del sistema alimentare, includendo:

  • filiera agroalimentare (produzione, trasformazione, distribuzione, logistica);
  • servizi alimentari e di ristorazione;
  • istituzioni pubbliche e organismi di governance;
  • terzo settore e associazionismo;
  • ricerca, educazione e formazione;
  • cittadini e consumatori.

Dall’analisi delle mappe relazionali emerge che le istituzioni emergono come perno centrale del sistema, con un ruolo chiave di regolazione e facilitazione. La società civile è un attore attivo, non solo consumatore. La filiera agroalimentare è fortemente connessa a ricerca, educazione e governance. Restano però debolezze nei legami tra ASL e ricerca/educazione, indicando una possibile lacuna sui temi salute–conoscenza. Infine, la ristorazione collettiva e sociale appare un nodo strategico dove convergono istituzioni e società civile per l’attuazione di politiche e obiettivi di sostenibilità. 

3. Un quadro condiviso dei dati da raccogliere

Un risultato concreto è stata l’individuazione di un set articolato di dati e indicatori necessari per comprendere il territorio: accessibilità e disponibilità alimentare (cibo fresco e trasformato, costi dieta sana), produzione e filiere agroalimentari (capacità produttiva, vendita diretta vs GDO), spreco e scarti alimentari (ristorazione e mense, scarti agricoli), agricoltura urbana e orti (orti urbani associativi, orti didattici e personali), ristorazione collettiva e solidale (mense scolastiche sostenibili, mense solidali), salute e alimentazione (disturbi alimentari, associazioni di sensibilizzazione).
Le potenzialità evidenziate sono la grande varietà e ricchezza dell’offerta alimentare locale, da valorizzare e promuovere in chiave di tutela, riduzione degli sprechi e sostenibilità ambientale, anche come leva di comunicazione verso l’estero Mentre i limiti derivano dalla frammentazione territoriale, che si riflette nell’uso delle risorse pubbliche, nell’accesso ai dati e nelle informazioni, oltre all’individualismo tra Comuni e alle difficoltà di coordinamento politico.

4. Piani di azione su più livelli

Il percorso ha portato alla definizione di azioni e traiettorie di cambiamento su tre scale per potenzialità e limiti:

  • Potenzialità del territorio/comunità, partendo da L’ampiezza e la varietà dell’offerta alimentare e di produzione del territorio, una ricchezza che va conosciuta, tutelata, promossa, senza sprecarla, ambendo a diventare un territorio a “zero sprechi” e proteggendo la salubrità dell’ambiente importante per comunicare i prodotti all’estero
    Macro: creazione del marchio territoriale, politiche di prezzo e spazi a valore sociale; sostegno alle PMI agricole (meno burocrazia, più aiuti); rafforzamento della comunicazione su risorse e finanziamenti; dialogo con enti di ricerca per innovazione tecnica e competenze territoriali.
    Meso: miglioramento della comunicazione e della distribuzione in rete; costruzione di una rete “zero waste”; maggiore adesione delle imprese ai Living Lab; valorizzazione delle esperienze già attive.
    Micro: campagne di sensibilizzazione contro sprechi e rifiuto organico; maggiore accessibilità ai prodotti locali; educazione all’acquisto consapevole.

    Limiti del territorio/comunità, partendo dalla frammentarietà del territorio, nell’uso delle risorse pubbliche, e nell’accesso alle informazioni (dato). L’individualismo tra i Comuni e il crescente problema di coordinamento politico
    Macro: attivazione e mantenimento attraverso Living Lab e Atlante del Cibo permanenti; sviluppo di una piattaforma informativa aggiornata e trasparente; premialità GAL per le reti; miglior ascolto e mappatura del territorio.
    Meso: rappresentanza equilibrata nei Living Lab; trasparenza nell’uso delle risorse; promozione di reti di imprese come spazio di scambio informativo.
    Micro: aumento della trasparenza e della soddisfazione informativa dei cittadini; diffusione di buone pratiche; rafforzamento delle relazioni produttore–consumatore.

A ciascun livello sono stati associati indicatori di risultato (KPI) per misurare l’impatto delle azioni nel tempo.

6. La nascita della Compagnia di ACuMe

Infine, i Living Lab hanno avviato la Compagnia di ACuMe, una comunità multi-attore che riunisce istituzioni, produttori, terzo settore, ricerca e rappresentanti delle Valli.
La Compagnia è pensata come spazio di ascolto e comunicazione territoriale, con l’obiettivo di valorizzare il cibo e la cultura locale. Si potrebbe collegare a eventi cittadini e vallivi di rilievo, come Scrittori in Città, la Fiera del Marrone, Terra Madre e festival di montagna, creando occasioni di incontro e promozione del territorio.

La governance della Compagnia prevede rappresentanti della cooperazione sociale, dei progetti di inserimento lavorativo e degli ecomusei, con incontri del Living Lab due volte l’anno e tavoli tematici trimestrali per approfondire temi specifici.

I report delle riunioni vengono condivisi con Comune, Regione, Living Lab e Comuni delle Valli, e si valuta la creazione di una newsletter per garantire trasparenza e diffusione delle informazioni.

Tra gli aspetti positivi, spiccano le buone pratiche nella riduzione dello spreco alimentare e nelle progettualità di inclusione sociale in agricoltura e artigianato, oltre al dialogo avviato tra Comune e Valli. Tra le criticità, permangono frammentazione delle informazioni, infrastrutture logistiche limitate nelle Valli e comunicazione ancora non capillare

I Living Lab di ACuMe rappresentano così un primo passo concreto verso un sistema alimentare metromontano più coordinato, trasparente e resiliente, capace di valorizzare le risorse del territorio e rispondere ai bisogni delle comunità locali.

Cuneo avrà il suo Atlante del Cibo – Il progetto ACuMe

Il Cuneese e le sue valli avranno l’Atlante del Cibo di Cuneo Metromontana, uno strumento d’indagine per riflettere e agire sul sistema locale del cibo, a sostegno delle politiche alimentari del territorio cuneese. È un progetto che, sul modello dell’“Atlante del Cibo di Torino Metropolitana”, intende promuovere e supportare un processo partecipato di costruzione di conoscenza condivisa sul sistema alimentare metromontano del Cuneese e delle sue valli, primo passo dell’elaborazione di una politica alimentare territoriale.

Realizzato con il contributo della Fondazione CRC, il progetto è promosso dall’Università di Torino che, in collaborazione con l’Università di Scienze Gastronomiche, svolge un ruolo di coordinamento e supervisione scientifica, sulla base dell’esperienza dell’Atlante del cibo di Torino metropolitana.

Il percorso di preparazione dell’Atlante durerà 12 mesi e le tappe saranno: conoscere, monitorare, coinvolgere, promuovere decisioni e azioni per la sostenibilità ambientale e la giustizia sociale del sistema del cibo. Infatti verranno messe in campo attività di ricerca e azione, come la raccolta, elaborazione, diffusione di informazioni esistenti relative al sistema del cibo di Cuneo e delle valli; la produzione partecipata di nuova conoscenza su risorse, attori, progetti del sistema del cibo; l’organizzazione di tavoli partecipativi (Living Lab territoriali) in collaborazione con il Comune di Cuneo e l’associazione LVIA, per individuare problemi e opportunità, creare reti, sensibilizzare e formare, attraverso il confronto con i soggetti del territorio.

L’Atlante includerà la mappatura di diversi ambiti che attengono a quello che viene definito “il sistema del cibo” della città di Cuneo e delle valli: i mercati contadini locali, l’organizzazione e gestione delle mense pubbliche, i progetti scolastici ed extrascolastici di educazione alimentare e lotta allo spreco, gli orti comunali, le Comunità e i Distretti del cibo, i sistemi di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari, le diverse filiere di produzione e distribuzione del cibo, il ruolo delle proloco e dell’associazionismo nell’animazione territoriale…

Tutto confluirà su una nuova piattaforma web (Atlante del cibo di Cuneo Metromontana) implementata anche attraverso il social network civico First Life del Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino; periodicamente uscirà un rapporto di monitoraggio (Cuneo Metromontana Food Metrics Report). 

Il progetto mira a mettere in evidenza le diverse peculiarità dei contesti urbani (Cuneo, Borgo San Dalmazzo, Dronero, Busca, Caraglio, etc.) e delle aree interne rurali e montane (valli Vermenagna, Gesso, Stura, Grana, Maira), con l’obiettivo di rafforzare la coesione territoriale. Proprio la dimensione metromontana, con le sue complessità e specificità, è un elemento di innovazione nell’ambito dell’analisi dei sistemi del cibo e delle politiche alimentari. 

Il Comune di Cuneo, che con il progetto “In Cibo Civitas” ha già un Tavolo sulle politiche locali del cibo a cui partecipano numerosi attori del territorio, avrà un ruolo di coordinamento tra i vari partner operativi. LVIA – Associazione Internazionale Volontari Laici, già ente capofila del progetto “In Cibo civitas”, avrà un importante ruolo di supporto nello sviluppo di reti territoriali, nella comunicazione dei processi e delle attività di progetto. Il partenariato vede inoltre coinvolti: la Regione Piemonte, la Rete Italiana Politiche Locali del Cibo, il Politecnico di Torino, l’Università del Piemonte Orientale, l’Anci Piemonte, l’IRES Piemonte, la Camera di Commercio di Cuneo, l’UNCEM Piemonte, Slow Food Piemonte.

Il progetto rappresenta una delle prime attività nell’ambito del “Centro interateneo di studi e ricerca sul Cibo sostenibile” promosso dall’Università di Scienze Gastronomiche insieme agli altri tre atenei piemontesi.

L’evento pubblico di lancio del progetto si svolgerà il 22 ottobre alle ore 15:00 presso la Sala Vinaj del Comune, in via Roma 4, Cuneo.

Così la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero: “Il tema del cibo ci tocca veramente tutti ed è così trasversale che coinvolge numerosi attori. Quindi lavorare su una politica locale del cibo, che tenga insieme consumi e stili di vita, sostenibilità, filiere alimentari, agricoltura e territorio, salute e benessere, educazione e formazione, ristorazione e turismo, è un obiettivo fondamentale a cui vogliamo lavorare. Dopo il lancio del progetto “In Cibo Civitas”, con la preparazione dell’Atlante del cibo di Cuneo metromontana, parte ora un nuovo e importante progetto di indagine. Poterne annunciare l’avvio oggi, giornata mondiale dell’alimentazione, ha un significato particolare. Il percorso sarà prezioso, perché vedrà collaborare numerosi enti importanti del territorio, e il risultato sarà interessante perché porterà a nuove conoscenze, stimolerà nuove consapevolezze e diffonderà nuove sensibilità. Per Cuneo si tratta di un tassello di grande valore anche nel suo percorso di Città alpina 2024. Non posso che ringraziare le persone e gli enti che a questo percorso si dedicheranno e la Fondazione Crc che lo sostiene”.

Tavolo sulle politiche locali del cibo a Cuneo nel 2024

Nel 2024 si è avviato a Cuneo un percorso partecipato dedicato alle politiche locali del cibo, all’interno del progetto IN CIBO CIVITAS, con l’obiettivo di costruire una visione condivisa che integri salute, sostenibilità, inclusione sociale e valorizzazione delle filiere locali. I primi incontri – svoltisi il 16 aprile e il 13 giugno – hanno coinvolto enti pubblici, associazioni, produttori, cooperative e realtà del terzo settore, segno di un forte interesse territoriale verso una gestione più consapevole del sistema alimentare.

Un percorso ispirato alle migliori esperienze nazionali ed europee

Durante i lavori è stata presentata l’esperienza dell’Atlante del Cibo di Torino Metropolitana e della rete di “Punto al Cibo”, insieme al quadro delle politiche regionali del Piemonte, prima regione italiana ad aver istituito un settore dedicato al coordinamento delle politiche del cibo.

L’approccio proposto integra diversi ambiti strategici:

  • salute e diete sostenibili,
  • lotta allo spreco e recupero eccedenze,
  • produzione locale e filiere corte,
  • educazione alimentare e ambientale,
  • inclusione sociale e accesso equo al cibo,
  • relazione città-campagna e aree interne.

Il modello è circolare: conoscere e mappare il territorio, coordinare le iniziative esistenti e promuovere nuove azioni condivise. Il percorso si inserisce in reti nazionali come la Rete italiana delle Politiche Locali del Cibo e internazionali come il Milan Urban Food Policy Pact.

Le realtà del territorio: un ecosistema già attivo

Dagli incontri emerge una comunità molto dinamica che già opera su più fronti.
Le associazioni e cooperative presenti lavorano quotidianamente su recupero e redistribuzione del cibo, filiere agricole locali, mercati contadini, educazione alla sostenibilità, orti urbani e progetti di inclusione sociale.
Collaborazioni tra enti pubblici, produttori, mense, volontariato e reti solidali dimostrano che nel Cuneese esiste già un patrimonio ricco di competenze e buone pratiche, che il Tavolo mira ora a mettere in sistema.

Verso una Food Policy locale condivisa

Il percorso avviato punta a costruire una politica del cibo integrata, capace di coordinare le azioni esistenti, sviluppare nuove strategie e rafforzare il legame tra comunità, ambiente e filiere produttive.
I primi incontri hanno mostrato un forte desiderio di collaborazione e la volontà di trasformare il cibo in uno strumento di benessere, equità e sostenibilità per tutto il territorio.