H2020 PROGIREG – Sostenibilità e resilienza urbana attraverso le Nature Based Solutions

Il progetto H2020 PROGIREG – Productive Green Infrastructure for post-industrial urban regeneration, di durata quinquennale (2018-2023), è costituito da un partenariato internazionale di quattro città front-runner (Torino, Dortmund, Zagabria e Ningbo) e quattro città follower (Cascais, Pireo, Cluj Napoca e Zenica) – e lavora sulle infrastrutture verdi produttive per la rigenerazione urbana postindustriale.
Tradizionalmente, l’urbanizzazione ha comportato la perdita di spazi verdi nelle città, generando un impatto negativo su diversi aspetti come acqua, aria, suolo, biodiversità, salute umana e clima. Le infrastrutture verdi e le soluzioni basate sulla natura possono offrire soluzioni per una vita più sostenibile nelle realtà urbane. Il progetto prevede l’implementazione di soluzioni basate sulla natura (Nature Based Solutions – NBS).

ProGIreg ha progettato otto differenti tipologie di NBS, che mirano a creare infrastrutture verdi per migliorare la salute e la qualità della vita, ridurre la vulnerabilità delle città ai cambiamenti climatici e fornire vantaggi economici tangibili e misurabili per i cittadini e le imprese nei quartieri urbani postindustriali.

Queste le tipologie di NBS sperimentate e messe in pratica in precise zone della città:

NBS #2. Nuovo Terreno Rigenerato nel parco sul torrente Sangone, utile a creare spazi verdi
NBS #3. Fattorie e orti urbani con sede nelle comunità
NBS #4. Primo sistema di acquaponica, supportato dal Dortmund Living Lab
NBS #5. Pareti e tetti verdi
NBS #6. Corridoi verdi accessibili per la valorizzazione delle aree tra il Sangone e il quartiere
NBS #7. Processi locali di compensazione ambientali

H2020 Fusilli – Azione CIA 4 – Cibo sano e sostenibile a Mirafiori

L’azione CIA4 del progetto Fusilli, in collaborazione con Unisg, Orti Generali e Fondazione Comunità Mirafiori, ha come obiettivo principale l’analisi delle conoscenze, atteggiamenti e comportamenti rispetto al rapporto fra cibo sano e sostenibile, finalizzata alla costruzione di eventi di sensibilizzazione rivolti a due popolazioni target residenti nella zona di Mirafiori Sud: gli studenti e le studentesse di un istituto professionale e le famiglie beneficiarie di assistenza alimentare della Fondazione Comunità Mirafiori.
Le principali dimensioni indagate riguardano:

le rappresentazioni del cibo sano e sostenibile (quali i prodotti, le modalità di produzione e/o consumo associati al cibo sano e sostenibile; la percezione dell’accessibilità – economica, culturale e fisica – dai del cibo sostenibile;
la relazione fra cibo e salute/benessere (significati materiali e immateriali che il cibo assume in relazione a sentirsi bene fisicamente/socialmente/emotivamente/psicologicamente);
la relazione fra cibo sano e sostenibile e il sistema alimentare locale, in termini di disponibilità e localizzazione.

Attraverso la somministrazione di interviste e lo svolgimento di momenti di osservazione partecipante, le persone coinvolte contribuiscono alla ricostruzione dei discorsi e delle rappresentazioni attorno al cibo sano e sostenibile, al fine di progettare degli eventi di promozione e sensibilizzazione al consumo, svolti in collaborazione con Unisg, Fondazione Comunità Mirafiori e Orti Generali.

La ricerca è coordinata da Veronica Allegretti, Carlo Genova e Alessia Toldo del gruppo Atlante-Unito, collaborano Alessandra Savina (Unisg) e il gruppo di tirocinanti Unito (Valentina Giorgis, Alessandro Romano, Arianna Barbero, Silvia Galletti).

Veganismo a Torino

Il progetto, avviato a settembre 2022, indaga il veganismo nel contesto torinese secondo tre linee di ricerca principali.
La prima ricostruisce – attraverso interviste qualitative a persone che dichiarano di non mangiare carne e derivati animali – il complesso quadro di pratiche (non solo alimentari) che distinguono questi individui, le loro rappresentazioni, i valori, i simboli e i significati connessi.
La seconda linea intreccia i risultati delle interviste con l’etnografia digitale e ha come obiettivo la ricostruzione della cosiddetta scena vegana a Torino, ossia i luoghi di riferimento (di consumo, ma anche di aggregazione) per chi adotta questo stile alimentare.
La terza e ultima linea ricostruisce l’offerta di prodotti alimentari vegani e le modalità comunicative all’interno della grande distribuzione organizzata, dei negozi specializzati e del commercio online.

La ricerca è coordinata da Carlo Genova e Alessia Toldo, del gruppo Atlante del Cibo – Unito.

Povertà alimentare a Torino

Il progetto “Povertà Alimentare a Torino”, svolto dal gruppo di ricerca dell’Atlante del Cibo in collaborazione con l’Associazione Eufemia a partire da settembre 2021, si propone di indagare il fenomeno concentrandosi sulle dimensioni, le forme e le dinamiche che questa condizione assume a livello locale, attraverso la raccolta di questionari standardizzati, somministrati a 205 persone beneficiarie di 20 enti di assistenza alimentare attivi in città. Negli ultimi due anni l’incidenza e l’intensità della povertà alimentare hanno drammaticamente cambiato volto, inasprendo le condizioni di chi già ne faceva esperienza e intaccando le capacità di proteggersi dalla deprivazione materiale di una numerosa fascia di popolazione, a causa dell’aumento della disoccupazione e di altre forme di riduzione del reddito e dell’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, come segnalato da numerose agenzie internazionali (FAO in primis) e nazionali. Lo studio ha permesso di situare e qualificare con maggiore precisione le cause dell’aumento dei beneficiari e delle beneficiarie di assistenza alimentare e il conseguente peggioramento delle condizioni di vita di chi vive a Torino. Il profilo sociodemografico che emerge dal campione mette in evidenza, infatti, come il lavoro e il livello di istruzione non svolgano più la loro tradizionale funzione protettiva dalla povertà: circa un/una rispondente su tre è occupato/a, mentre il 20% possiede una laurea. Questo progressivo deterioramento delle condizioni di vita, esacerbato dalla pandemia, rende necessario un ripensamento delle politiche di contrasto alla grave deprivazione, non solo all’interno di una politica alimentare sistematica e strutturata a livello locale, ma anche sul fronte del welfare nazionale e di comunità.

La ricerca è coordinata da Veronica Allegretti e Alessia Toldo, del gruppo Atlante del Cibo – Unito.

Design vs Povertà alimentare. Nuove soluzioni con, per, attraverso il cibo.

Quale contributo la disciplina del Design può offrire per contrastare la Povertà Alimentare? Come può migliorare l’accesso al cibo per le Persone Senza Dimora? Come può migliorare l’uso delle risorse alimentari in contesti di marginalità sociale?

Da queste domande, dal 2014, il team di ricerca del Social Design Lab – del Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino – progetta e sperimenta azioni di contrasto al fenomeno attraverso un approccio design-led, pratico e partecipativo, in contesti di estrema marginalità sociale sul territorio italiano.

Il contributo illustra quattro sperimentazioni della ricerca-azione, svolte presso le Case di Accoglienza comunali per Persone Senza Dimora nella città di Torino. I risultati raccolti confermano quanto la Povertà Alimentare sia un problema complesso, stratificato e non risolvibile attraverso un’unica soluzione. Gli interventi suggeriscono che il fenomeno possa essere affrontato tramite differenti azioni su più design domains, agendo sulle dimensioni di empowerment, partecipazione attiva, autodeterminazione e co-progettazione con utenti dei servizi e frontline workers.

Gli autori della ricerca azione sono: Raffaele Passaro e Cristian Campagnaro del Politecnico di Torino.

SME4GREEN – Cibo e circolarità

La Città di Torino sta sviluppando il primo Local Green Deal nell’ambito di SME4GREEN. Il progetto, cofinanziato dalla Commissione europea e coordinato da fonduri-structurale.ro, mira a creare entro il 2024 le condizioni necessarie per la cooperazione tra le PMI locali e le autorità pubbliche, facilitando lo sviluppo di politiche a sostegno dell’adozione di soluzioni verdi e digitali da parte delle PMI torinesi. In particolare, Torino ambisce a creare un dialogo sul tema dell’economia circolare con le PMI del settore cibo (ristorazione, trasformazione, produzione e servizi a supporto). SME4GREEN si sviluppa in sinergia con gli obiettivi di altri progetti europei in corso a Torino: FUSILLI, che sta trasformando i sistemi alimentari urbani tramite innovativi living lab e azioni circolari, e RESPONDET, dove si sta portando avanti un confronto sulle pratiche di economia sociale e transizione ecologica tra attori chiave del settore pubblico e privato locale. In quanto città pilota di NetZeroCities, le azioni di SME4GREEN sosterranno la scrittura del Climate City Contract di Torino, verso il raggiungimento della neutralità climatica. SME4GREEN incoraggia la collaborazione pubblico-privato verso innovativi modelli di business verdi, circolari e digitali attraverso l’intera filiera del cibo a Torino, offrendo importanti opportunità di formazione trasversale e networking per e tra le piccole imprese delle due località che lavorano in parallelo al proprio Green Deal (Torino e Ilfov, regione rumena intorno a Bucarest). Il processo di co-creazione si arricchirà del confronto con esperti di Amsterdam, città leader nell’attuazione di accordi verdi. A Torino, 5 PMI saranno supportate in campagne di crowfunding e 10 PMI riceveranno un tutoraggio personalizzato. Inoltre, le PMI coinvolte riceveranno una guida preparata dagli esperti in progettazione europea di structural-funds. Partner tecnico della Città è l’Environment Park, oltre ai numerosi stakeholder del territorio come Mercato Circolare, Camera di commercio di Torino, Università degli Studi di Torino e Torino Social Impact.

L’Uovo di Colombo

L’Uovo di Colombo è un workshop didattico di Design With Food realizzato dal Polito Food Design Lab nell’ambito del progetto Fighting Food Waste Design focus.

Dal 2016 al 2023, più di 100 studentesse e studenti di Design del Politecnico di Torino hanno sviluppato strategie e prototipi edibili, agendo in collaborazione con cittadini, cuochi e frontline workers. Nell’arco di cinque giornate di lavoro, il workshop L’Uovo di Colombo promuove lo sviluppo di nuovi concept di prodotti edibili volti a rispondere a bisogni alimentari reali: facilitare l’accesso al cibo da parte di gruppi vulnerabili di cittadini, migliorare la fruizione di prodotti ottenuti da filiere di recupero, allungare la shelf-life della materia prima, promuovendo esperienze di consumo all’insegna dell’innovazione e della creatività.

Progettazione di scenari futuri, sperimentazioni Food Design led secondo un approccio low-tech, metodo, originalità e attenzione alla sostenibilità dei processi sono i fondamentali del processo promosso da L’Uovo di Colombo.

L’esperienza di workshop ha un forte carattere partecipativo e coinvolge direttamente i potenziali utenti, sia quelli finali sia gli operatori dei servizi di prossimità. L’attività progettuale ha spesso luogo direttamente negli spazi che accolgono i processi messi sotto osservazione: case di accoglienza per persone senza dimora, strutture di accoglienza per richiedenti asilo, scuole e centri di comunità.

Il workshop L’Uovo di Colombo è inoltre connesso alla ricerca-azione Abitare il Dormitorio ed è una delle progettualità̀ sperimentali promosse dal Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, in un’ottica di miglioramento della didattica con approcci non formali.

In un’intensa esperienza di learning by doing, studentesse e studenti prendono parte ad azioni concrete che permettono loro esplorare le potenzialità del Design come attivatore di processi trasformativi di equità, democrazia ad impatto sociale. Il referente scintifico del progetto è Cristian Campagnaro, Politecnico di Torino. Coordinano: Raffaele Passaro (dal 2019), Giorgia Curtabbi (dal 2019), Sara Ceraolo (2016-2019).

Food Smart Cities for Development

Fra il 2014 e il 2016, il Comune di Torino ha preso parte, insieme a numerose città e organizzazioni a livello internazionale, al progetto europeo Food Smart Cities for Development (Food4dev), guidato dal Comune di Milano.

Gli obiettivi riguardavano la sensibilizzazione dei cittadini e delle cittadine alle politiche di cooperazione (con un focus specifico sulla cooperazione decentrata) sui temi della sicurezza alimentare e dello sviluppo sostenibile e la creazione di una rete di Food Smart Cities in grado di orientare le autorità locali e le organizzazioni non governative verso l’individuazione e l’implementazione di politiche locali legate al cibo. Nello specifico, la città di Torino ha lavorato alla costruzione di conoscenza a partire dalla mappatura delle buone pratiche sui temi del cibo sano, sostenibile ed equo, e ha contribuito alla riflessione sulla food policy torinese.

Nell’ambito di questo progetto è nata la riflessione e l’azione di advocacy che ha portato la Città di Torino – prima realtà italiana – a inserire il Diritto al cibo nel proprio Statuto Municipale (articolo 2), al fine di garantire “permanente e libero accesso a un cibo di qualità, sufficiente, nutriente, sano e accettabile da un punto di vista culturale e religioso, il soddisfacimento mentale e fisico, individuale e collettivo, necessario a condurre una vita degna”.

Sempre nell’ambito di questo progetto è stata sviluppata la mappatura di pratiche torinesi legate a un sistema del cibo più sostenibile e giusto, raccolte nella pubblicazione in open access “Turin Food Policy. Buone pratiche e prospettive” a cura di Maria Bottiglieri, Giacomo Pettenati e Alessia Toldo.

Alimenta!

Dal 2015, un gruppo di ricercatori del dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino coordina Alimenta, un’iniziativa di food system design volta a facilitare l’accesso al cibo nei dormitori pubblici di Torino. Il progetto, sostenuto e patrocinato dalla Fondazione Progetto Arca onlus, promuove una serie di azioni co-prodotte da una rete di cooperative sociali per contrastare la povertà alimentare che affligge le persone senza dimora. Misura flessibile e continuativa, Alimenta promuove la sicurezza alimentare intercettando tanto le dimensioni materiale e redistributiva del cibo, quanto quelle sanitaria, sociale e psicologica, legate all’individuo e alla collettività.

I ricercatori hanno guidato un processo co-progettuale con gli attori del territorio, promuovendo un approccio sistemico e centrato sull’essere umano, arrivando a definire tre assi di azione. Il primo supporta le cooperative nell’approvvigionamento di risorse per preparare e distribuire pasti nei dormitori, puntando alla qualità e varietà degli alimenti. Il secondo mira all’empowerment delle persone senza dimora lungo tutto l’arco dell’esperienza alimentare, attraverso workshop collaborativi e di capability building. Il terzo riguarda una serie di micro-progettualità finalizzate a testare nuove risposte ai bisogni alimentari dei beneficiari.

Per otto anni, Alimenta ha raggiunto quotidianamente circa 170 beneficiari e ha coinvolto continuativamente 15 stakeholder, contribuendo a migliorare il benessere delle persone e a consolidare un sistema territoriale capace di valorizzare le competenze di tutti gli attori.

Il progetto rappresenta uno strumento di esplorazione della povertà alimentare e ha permesso di rilevare la necessità di un più ampio disegno di policy cittadina che risponda in maniera strutturale alle criticità tuttora esistenti nella vita alimentare delle senza dimora.

Alimenta è coordinato da Giorgia Curtabbi e Cristian Campagnaro del Politecnico di Torino.