{"id":3246,"date":"2025-06-06T14:24:42","date_gmt":"2025-06-06T14:24:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.atlantedelcibo.it\/torino\/decrescita-e-sistemi-agro-alimentari-analisi-critiche-e-orizzonti-trasformativi-oltre-il-proprio-orticello\/"},"modified":"2025-10-07T12:25:17","modified_gmt":"2025-10-07T12:25:17","slug":"decrescita-e-sistemi-agro-alimentari-analisi-critiche-e-orizzonti-trasformativi-oltre-il-proprio-orticello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.atlantedelcibo.it\/torino\/decrescita-e-sistemi-agro-alimentari-analisi-critiche-e-orizzonti-trasformativi-oltre-il-proprio-orticello\/","title":{"rendered":"Decrescita e sistemi agro-alimentari: analisi critiche e orizzonti trasformativi oltre il proprio orticello"},"content":{"rendered":"<p>Nel pomeriggio di mercoled\u00ec 5 giugno, nell\u2019Aula E5 del Campus Luigi Einaudi, si \u00e8 tenuto l\u2019incontro \u201cDecrescita e sistemi agro-alimentari: analisi critiche e orizzonti trasformativi oltre il proprio orticello\u201d, organizzato dal Food Studies Lab del Dipartimento di Culture, Politiche e Societ\u00e0 di UniTo e da Benvenuti in Italia.\u00a0L&#8217;obiettivo \u00e8\u00a0stato quello di cercare di capire come superare la visione individuale e locale per affrontare le sfide strutturali del sistema agroalimentare contemporaneo, con gli strumenti della critica ecologica, della giustizia sociale e di un\u2019idea di benessere svincolata dalla crescita economica infinita.<\/p>\n<p>L\u2019iniziativa ha raccolto interventi di studiose e studiosi provenienti da diverse istituzioni e contesti geografici, impegnati a costruire una lettura dei problemi legati al cibo, al lavoro agricolo e alla trasformazione dei sistemi alimentari globali.<\/p>\n<p>Il primo a intervenire, dopo gli interventi introduttivi di Alessia Toldo e Karl Kr\u00e4hmer,\u00a0\u00e8 stato Pedro Navarro-Gambin (Pisa Agricultural Economics \u2013 Universit\u00e0 di Pisa), che ha messo a fuoco il legame storico e strutturale tra capitalismo e sistemi agroalimentari. Attraverso i concetti di cheap food e food regimes, ha mostrato come il cibo \u201ca basso costo\u201d sia in realt\u00e0 il prodotto di un sistema che esternalizza i costi su ambiente, salute e lavoro. In questa cornice, si dovrebbe pensare ad\u00a0una riduzione dell&#8217;orario di lavoro\/reddito di base universale per facilitare la transizione verso l&#8217;agroecologia, mentre\u00a0la demercificazione del cibo potrebbe consentire una riduzione dell&#8217;orario di lavoro.<\/p>\n<p>Ha proseguito Karl Kr\u00e4hmer ha\u00a0invitato a interrogarsi su cosa cresca realmente all\u2019interno dei sistemi alimentari e su come misurare questa \u201ccrescita\u201d. Solo comprendendo a fondo la logica interna della crescita economica possiamo elaborare una critica efficace e una visione alternativa.<\/p>\n<p>Donatella Gasparro (Scuola Normale Superiore \/ ICTA \u2013 UAB Barcellona) ha poi introdotto il concetto di decrescita agraria, ponendo l\u2019accento sulla ruralit\u00e0 e sul lavoro di riproduzione socio-ecologica, spesso marginalizzato ma essenziale per la sostenibilit\u00e0 della vita e dei territori. Attraverso la lente dell\u2019ecofemminismo materialista, ha proposto una lettura che decostruisce la gerarchia tra produzione e riproduzione, tra urbano e rurale, aprendo spazi per nuove pratiche e alleanze.<\/p>\n<p>Poi,\u00a0Isabella Giunta\u00a0(Instituto de Altos Estudios Nacionales-IAEN) ha offerto uno sguardo sugli studi agrari critici, un campo che coniuga ricerca, impegno politico e pratiche dal basso. Dalla fine degli anni \u201990, questo approccio ha preso il posto dei tradizionali studi contadini, con l\u2019obiettivo di leggere in modo pi\u00f9 ampio e articolato le dinamiche rurali, i conflitti e i processi di cambiamento agrario. Non \u00e8 solo una disciplina accademica, ma una rete viva che collega studiosi, movimenti sociali, ONG e riviste come Journal of Peasant Studies e Journal of Agrarian Change.<\/p>\n<p>A chiudere il ciclo di interventi \u00e8 stata Ver\u00f3nica Soto Pimentel (FLACSO Argentina \/ Universit\u00e0 di Torino), che ha portato un\u2019esperienza concreta di transizione agroecologica: quella della Uni\u00f3n de Trabajadores de la Tierra (UTT) in Argentina. Un movimento che, con una forte organizzazione dal basso, promuove l\u2019accesso alla terra, la sovranit\u00e0 alimentare e modelli di produzione che rifiutano la logica estrattivista dell\u2019agrobusiness.<\/p>\n<p>L\u2019incontro si \u00e8 concluso con uno spazio di discussione partecipata, che ha intrecciato riflessioni accademiche, esperienze territoriali e visioni trasformative. Il messaggio emerso \u00e8 chiaro: ripensare il cibo \u00e8 anche un modo per ripensare la societ\u00e0, e le strade verso un sistema agroalimentare giusto ed ecologico passano attraverso la rottura con le logiche della crescita a ogni costo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel pomeriggio di mercoled\u00ec 5 giugno, nell\u2019Aula E5 del Campus Luigi Einaudi, si \u00e8 tenuto l\u2019incontro \u201cDecrescita e sistemi agro-alimentari: analisi critiche e orizzonti trasformativi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":17,"featured_media":3247,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"_seopress_titles_title":"","_seopress_titles_desc":"","_seopress_robots_index":"","_seopress_robots_follow":"","_seopress_robots_imageindex":"","_seopress_robots_snippet":"","_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_robots_breadcrumbs":"","_seopress_robots_freeze_modified_date":"","_seopress_robots_custom_modified_date":"","_seopress_robots_canonical":"","_seopress_social_fb_title":"","_seopress_social_fb_desc":"","_seopress_social_fb_img":"","_seopress_social_fb_img_attachment_id":0,"_seopress_social_fb_img_width":0,"_seopress_social_fb_img_height":0,"_seopress_social_twitter_title":"","_seopress_social_twitter_desc":"","_seopress_social_twitter_img":"","_seopress_social_twitter_img_attachment_id":0,"_seopress_social_twitter_img_width":0,"_seopress_social_twitter_img_height":0,"_seopress_redirections_value":"","_seopress_redirections_enabled":"","_seopress_redirections_enabled_regex":"","_seopress_redirections_logged_status":"","_seopress_redirections_param":"","_seopress_redirections_type":0,"_seopress_analysis_target_kw":"","footnotes":""},"categories":[1495],"tags":[],"tema":[1491,1493],"class_list":["post-3246","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-notizie","tema-fornitura-e-distribuzione","tema-produzione"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.atlantedelcibo.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.atlantedelcibo.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.atlantedelcibo.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atlantedelcibo.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/users\/17"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atlantedelcibo.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3246"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.atlantedelcibo.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3246\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3266,"href":"https:\/\/www.atlantedelcibo.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3246\/revisions\/3266"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atlantedelcibo.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3247"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.atlantedelcibo.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atlantedelcibo.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atlantedelcibo.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3246"},{"taxonomy":"tema","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.atlantedelcibo.it\/torino\/wp-json\/wp\/v2\/tema?post=3246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}