Associazione Parco del Nobile

L’Associazione Parco del Nobile è un’associazione di promozione sociale che sviluppa da anni percorsi di educazione ambientale e alla sostenibilità attraverso progetti che coinvolgono scuole, insegnanti, famiglie e ragazzi attraverso laboratori e campi estivi. La sua mission principale è promuovere l’educazione e la sostenibilità ambientale, e l’agricoltura e l’apicoltura urbana.

A questo scopo svolge una serie di progetti, come “Il Buono del Piemonte”, una serie di percorsi didattici sugli orti scolastici e l’apicoltura biologica, in collaborazione con il Consorzio Finagro; il progetto MaMI (Made in Mirafiori), nell’ambito del progetto FUSILLI; il patto di Collaborazione “Spazio WOW” a Mirafiori per la promozione della tutela degli insetti impollinatori; il progetto Policolture, che prevede attività formative, didattico-educative ed eventi pubblici sul tema della produzione del cibo; il progetto Mirafood – Comunità del Cibo di Mirafiori Sud; e infine la costituzione dell’associazione di II livello ORME – Orti metropolitani torinesi.

L’Associazione Parco del Nobile fa parte di PUNTo al Cibo.

 

Agricoltura e paesaggio

Il progetto di ricerca “Studi e ricerche sugli effetti ambientali e paesaggistici delle politiche rurali e sulle politiche emergenti per l’agricoltura urbana, con applicazioni al territorio della Regione Piemonte” è sviluppato nell’ambito dell’accordo attuativo triennale (2021-2024) della convenzione quadro tra l’IRES PIEMONTE e il Politecnico di Torino (DIST) per lo svolgimento di attività di ricerca e collaborazione di carattere scientifico. Il progetto è articolato nelle seguenti linee di ricerca: a) Supporto alla valutazione del Programma di Sviluppo Rurale 2014‐2020 (PSR) della Regione Piemonte per quanto concerne le priorità di natura ambientale (biodiversità, risorse naturali e cambiamento climatico) e, più in generale, gli effetti ambientali e paesaggistico-territoriali della PAC in Piemonte; b) Valutazione degli effetti della PAC sul paesaggio rurale a scala locale; c) Studi sull’agricoltura urbana e periurbana e per il trasferimento degli indirizzi internazionali a livello locale e regionale.

Il gruppo di ricerca è costituito da Claudia Cassatella (referente scientifico dell’accordo per il DIST), Stefano Aimone (Responsabile Area di ricerca Sviluppo rurale e sistema agroalimentare, nonché referente dell’accordo per IRES ) ed Enrico Gottero (assegnista di ricerca presso il DIST).

European Forum on Urban Agriculture (EFUA)

Lo European Forum on Urban Agriculture (EFUA) è un progetto quadriennale (2020-2024) finanziato nell’ambito del programma di ricerca e innovazione dell’Unione Europea Horizon 2020 (Grant agreement n. 101000681). Coinvolge 11 partner europei – tra cui il Politecnico di Torino (DIST), altre università europee e attori pubblico-privati – con l’obiettivo di rafforzare il potenziale dell’agricoltura urbana mediante il networking, il miglioramento della conoscenza e la diffusione dell’agricoltura urbana, così come il potenziamento delle politiche settoriali. EFUA coinvolge diversi stakeholder al fine di informare il processo decisionale e integrare l’agricoltura urbana nelle politiche europee, regionali e locali. In questo progetto, il Politecnico di Torino (DIST) è responsabile del task 3.2 “Understanding the benefits of UA” e del task 4.2 “In-depth analysis of urban planning strategies towards UA”. Il gruppo di ricerca del DIST – costituito da Claudia Cassatella (responsabile scientifico), Enrico Gottero, Giancarlo Cotella, Emma Salizzoni, Elena Pede e Stefano Quaglia – ha analizzato i benefici e i possibili rischi dell’agricoltura urbana, e le relazioni tra la pianificazione urbanistica e l’agricoltura urbana.

2013 – Torino SMILE

Il Masterplan “Smart Mobility, Inclusion, Life&Health, Energy” (SMILE), promosso da Città di Torino e Fondazione Torino Smart City nel 2013 e volto a rilanciare l’immagine internazionale della città, è una delle prime occasioni di dialogo istituzionale sul sistema del cibo a Torino. Esito principale del processo è l’elaborazione dell’azione 27 (inserita fra le 45 ritenute prioritarie nel programma di trasformazione urbana del Masterplan) dal titolo “creazione e valorizzazione di un sistema territoriale del cibo”. Obiettivi principali dell’azione sono il sostegno all’economia territoriale, l’aumento di spazi destinati all’agricoltura urbana e la riduzione dell’impatto ambientale delle filiere alimentari locali, da implementare attraverso due progettualità tese alla costruzione di altrettante piattaforme: la prima virtuale, di connessione fra portatori di interessi legati al cibo e l’altra fisica, per la distribuzione di cibo locale. Sebbene l’azione non sia stata effettivamente implementata, la collaborazione e gli incontri fra diversi soggetti ed enti possono essere considerati il primo vero “atto” di governance alimentare torinese. Il processo, infatti, ha fatto emergere un nucleo di attori interessati alla costruzione di una politica del cibo condivisa attraverso l’individuazione di temi chiave su cui avviare azioni comuni.
Inoltre, l’inserimento di questa azione nel documento finale del Masterplan, e la sua discussione in un’arena decisamente importante (a cui hanno partecipato più di 350 soggetti e 66 istituzioni locali e regionali) implica il riconoscimento del tema del cibo come asset strategico di sviluppo della Città.

PAC e agricoltura metropolitana: nuove opportunità per rafforzare i servizi ecosistemici

L’agricoltura (professionale e familiare) praticata in aree metropolitane (urbane e periurbane) ha suscitato, soprattutto nell’ultimo decennio, un crescente interesse non solo a livello istituzionale, ma anche da parte degli stessi agricoltori e cittadini. Spinta da nuovi stili di vita e di consumo, l’agricoltura praticata in città è molto diversa da quella “marginale” del dopoguerra o da quella per l’autosostentamento e l’integrazione al reddito degli anni ’70-80. Oggi l’agricoltura metropolitana è un fenomeno molto più complesso che coinvolge attori, luoghi ed economie agricole eterogenee, che concorrono a soddisfare le nuove esigenze ambientali, economiche e sociali del mercato urbano. È indubbio inoltre il contributo che l’agricoltura può garantire al genere umano in termini di fornitura di servizi ecosistemici (ambientali, culturali, approvvigionamento di cibo, ecc.), così come l’importanza che tale attività riveste nella gestione del paesaggio e nel presidio del territorio.
Nel contempo, la scarsa efficacia della Politica Agricola Comune (PAC) e, in particolare, dei Programmi di Sviluppo Rurale (PSR) nelle zone urbane e periurbane, rimarcata anche dalle più recenti esperienze di ricerca[2], ha fortemente compromesso il mantenimento e lo sviluppo dell’agricoltura in tali aree. Il sostegno delle zone rurali, la mancanza di criteri e priorità territoriali coerenti con le finalità paesaggistiche e territoriali regionali, così come la scarsa integrazione con le altre politiche settoriali, hanno dunque contribuito al rafforzamento di una distribuzione de-territorializzata del sostegno, anche in Piemonte. Gestire lo spazio agricolo metropolitano, così come favorire e sostenere l’agricoltura nelle aree urbane e periurbane, risulta dunque ormai una questione impellente. La PAC, e soprattutto i PSR, come importanti leve economiche, sono strumenti a disposizione del decisore per concretizzare strategie coordinate e rispondere alle nuove sfide globali. In tale direzione è orientata anche una delle più recenti proposte[3] per l’area metropolitana di Torino (AMT) che ha lo scopo di coniugare strumenti di supporto alle decisioni territoriali, vale a dire un set di indicatori map-based, con un pacchetto di misure site-specific per le aree metropolitane, al fine di attuare strategie già individuate dai piani di natura urbanistica mediante risorse provenienti dai fondi SIE. Si tratta di uno strumento meta-progettuale che ha lo scopo di valutare i servizi ecosistemici nell’interfaccia urbano-rurale e definire le categorie d’intervento, così come stabilire priorità territoriali e aree eleggibili per l’applicazione di misure agro-urbane. È dunque su tali aree che dovrebbe concretizzarsi maggiormente l’intervento pubblico del PSR sostenendo, da un lato, l’agricoltura professionale (conversione in agricoltura biologica, creazione di punti vendita diretta, interventi di forestazione urbana, indennità compensativa per le fattorie ambientali, ecc.) e, dall’altro, quella familiare e/o sociale (sostegno per la riconversione agricola di aree dismesse tramite colture fuori suolo, realizzazione di orti familiari, fattorie terapeutiche e didattiche, formazione e istituzionalizzazione di parchi agricoli, ecc.).

Scheda a cura di Gottero E., Ricercatore presso IRES Piemonte e Collaboratore didattico in Pianificazione territoriale e paesaggistica presso Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (DIST) – Politecnico di Torino.

[2] Gottero E. (2016), Agricoltura Metropolitana. Politiche, pratiche e opportunità per l’innovazione territoriale nel torinese, IRES Piemonte, Torino; Lohrberg F., Licka  L., Scazzosi L., Timpe A. (2016), (eds.) Urban Agriculture Europe, Berlin,  Jovis Verlag.

[3] Si tratta di una ricerca condotta da Enrico Gottero nell’ambito del progetto “Urban agriculture innovating Torino metropolitan area. Tools for governance and planning of a complex system”, borsa di ricerca applicata Lagrange 2015, finanziata dalla Fondazione CRT, Fondazione ISI e IRES Piemonte, con la supervisione scientifica del dott. Stefano Aimone (IRES) e della prof.ssa Claudia Cassatella (Politecnico di Torino – DIST).

LE PRIORITÀ TERRITORIALI NELL’AMT NELL’OTTICA DI UNO SCENARIO DI SVILUPPO AGRO-URBANO, DEFINITE ATTRAVERSO IL SISTEMA DI VALUTAZIONE DEI SERVIZI ECOSISTEMICI ESSENZIALI PRESENTI NELL’INTERFACCIA URBANO-RURALE.