Webinar Povertà Alimentare – Diritto al Cibo – 1 Dicembre 2025

Diritto al cibo e solidarietà alimentare: geografie, pratiche e politiche

Si svolgerà il 1 dicembre 2025 dalle 17:30 alle 19:00 il webinar dedicato al tema della povertà alimentare e dell’accesso equo al cibo, un appuntamento rivolto a cittadinә, ricercatrici, ricercatori, operatrici e operatori del settore sociale e istituzioni.

Durante l’incontro, esperti provenienti da università e centri di ricerca nazionali e internazionali offriranno un’analisi multidisciplinare delle politiche di contrasto alla povertà alimentare e delle reti di solidarietà alimentare che operano sul territorio.

Grazie a contributi provenienti da differenti approcci – sociologico, economico, territoriale e politico – il webinar esplorerà come nascono e si sviluppano le pratiche di giustizia alimentare, quali modelli emergono e quali strumenti possono essere messi in campo per garantire il diritto al cibo come diritto fondamentale.

L’evento sarà moderato da Francesca Felici e Veronica Allegretti. La partecipazione è gratuita e aperta a tuttə, al seguente link: https://unito.webex.com/meet/veronica.allegretti.

Food Smart Cities for Development

Fra il 2014 e il 2016, il Comune di Torino ha preso parte, insieme a numerose città e organizzazioni a livello internazionale, al progetto europeo Food Smart Cities for Development (Food4dev), guidato dal Comune di Milano.

Gli obiettivi riguardavano la sensibilizzazione dei cittadini e delle cittadine alle politiche di cooperazione (con un focus specifico sulla cooperazione decentrata) sui temi della sicurezza alimentare e dello sviluppo sostenibile e la creazione di una rete di Food Smart Cities in grado di orientare le autorità locali e le organizzazioni non governative verso l’individuazione e l’implementazione di politiche locali legate al cibo. Nello specifico, la città di Torino ha lavorato alla costruzione di conoscenza a partire dalla mappatura delle buone pratiche sui temi del cibo sano, sostenibile ed equo, e ha contribuito alla riflessione sulla food policy torinese.

Nell’ambito di questo progetto è nata la riflessione e l’azione di advocacy che ha portato la Città di Torino – prima realtà italiana – a inserire il Diritto al cibo nel proprio Statuto Municipale (articolo 2), al fine di garantire “permanente e libero accesso a un cibo di qualità, sufficiente, nutriente, sano e accettabile da un punto di vista culturale e religioso, il soddisfacimento mentale e fisico, individuale e collettivo, necessario a condurre una vita degna”.

Sempre nell’ambito di questo progetto è stata sviluppata la mappatura di pratiche torinesi legate a un sistema del cibo più sostenibile e giusto, raccolte nella pubblicazione in open access “Turin Food Policy. Buone pratiche e prospettive” a cura di Maria Bottiglieri, Giacomo Pettenati e Alessia Toldo.

Accessibilità alimentare

Il tema dell’accessibilità al cibo è strettamente connesso alla questione della sicurezza alimentare, intesa come la possibilità di assicurare a tutte le persone in ogni momento una quantità di cibo sufficiente, sicuro e nutriente per soddisfare le proprie esigenze dietetiche e le preferenze alimentari per una vita attiva e sana. Fra i diversi fattori che garantiscono l’accesso al cibo c’è evidentemente la diffusione sul territorio di esercizi per l’acquisto di prodotti alimentari, in particolare di prodotti sani e freschi.
Se escludiamo le reti alimentari alternative (GAS, vendita diretta in cascina) e acquisto online, i consumatori possono acquistare cibo in tre diverse tipologie commerciali: gli esercizi di vicinato, la Grande Distribuzione Organizzata e i mercati. In valori assoluti, nel 2015, i negozi alimentari e misti di vicinato, in Città Metropolitana raggiungono le 8.811 unità. Per quanto concerne la GDO, il cibo viene commercializzato in strutture a localizzazione singola e centri commerciali. Le prime possono essere specificatamente alimentari, o miste, e possono essere medie o grandi (a seconda della superficie e in relazione alla popolazione comunale). Nel territorio vi sono 31 strutture medie alimentari, 583 miste, 17 grandi (sempre miste), 55 centri commerciali medi e 57 grandi. I mercati ambulanti sono 363, per un totale di 17.093 banchi e 74 posteggi singoli (dati Regione Piemonte, 2015).
Per quanto concerne la loro distribuzione quasi il 96% dei comuni della Città Metropolitana di Torino presenta almeno una di queste tre tipologie.
Il restante 4% (ossia 12 comuni, Canischio, Cinzano, Ingria, Massello, Meugliano, Mombello di Torino, Mompantero, Prarostino, Salza di Pinerolo, San Didero, Sauze di Cesana, Trausella) è invece totalmente sprovvisto di esercizi commerciali dove acquistare prodotti alimentari. Si tratta, ovviamente, di una minima parte della popolazione metropolitana (lo 0,8% al 2015) ma già solo per gli anziani di questi comuni, che rappresentano in media il 25% degli abitanti, questo dato si può tradurre in un minor accesso al cibo. In questi casi si può parlare di rural food desert, ossia di aree rurali caratterizzate da una rarefazione di luoghi in cui acquistare prodotti alimentari sani e freschi. Analogamente, l’osservazione di come si distribuiscono gli esercizi commerciali alimentari nelle principali città permette di verificare la presenza o meno di food desert di tipo urbano, fenomeno particolarmente presente in alcune aree del Nord America e meno significativo in paesi come l’Italia, in cui sia il tessuto al dettaglio, sia soprattutto i mercati rionali (quotidiani o settimanali) sono diffusi e garantiscono l’approvvigionamento di prodotti freschi. Per una mappatura a scala regionale dei comuni a rischio di desertificazione alimentare si veda anche il Report sul commercio in Piemonte del 2015, curato dal Settore Commercio e Terziario dell’Osservatorio Regionale del Commercio.

 

 

(Credits foto Pexels)