Balo Kendö: sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile in Guinea Forestale

Balo Kendö : Rafforzamento delle politiche locali e promozione dell’agricoltura sostenibile per la sicurezza alimentare in Guinea Forestale

Capofila: Comune di Cuneo

Finanziatore: AICS

Durata: 36 mesi

Paese: Guinea (Regione di Faranah, Prefettura di Kissidougou)

Balo Kendö (“cibo sano” in lingua locale) è un progetto di cooperazione decentrata tra il Comune di Cuneo e il Comune di Kissidougou (Regione di Faranah, Guinea) che opera nell’ambito dello sviluppo territoriale sostenibile e delle politiche alimentari. In particolare, il progetto intende migliorare la sicurezza alimentare e la resilienza ai cambiamenti climatici attraverso il rafforzamento dei processi di pianificazione locale, attività di  formazione e sensibilizzazione, e la promozione di pratiche agricole sostenibili nei 13 comuni della Prefettura di kissidougou. Le azioni di progetto si sviluppano sulla base dei tre principali risultati attesi: 

R1: Creazione di meccanismi di consultazione partecipata a favore di una pianificazione locale inclusiva e sostenibile;

R2: Aggiornamento dei piani di sviluppo locale a favore di sistemi agroalimentari sostenibili in ciascun comune della Prefettura di Kissidougou:

R3: Migliorare la produzione agricola in modo sostenibile attraverso azioni pilota a livello di 13 cooperative agricole.

L’Università di Torino svolge un ruolo trasversale sulle tre annualità di progetto articolato nelle fasi seguenti:

1ª fase: diagnosi di base. Obiettivo: delineare lo stato dell’arte e identificare la baseline di progetto al fine di orientarne le strategie.

2ª fase: accompagnamento. Obiettivo: verificare/dettagliare i dati (approfondimenti quantitativi e qualitativi); accompagnare l’implementazione delle strategie e delle attività, in particolare nei momenti chiave del progetto (workshop, attività di formazione, ecc.). 

3ª fase: capitalizzazione. Obiettivo: sistematizzare i dati e identificare/valorizzare le buone pratiche. 

RACINeS: politiche locali del cibo e cooperazione decentrata in Senegal

RACINeS – Rete di Azioni Cooperative e Inclusive verso le Nuove politiche locali del cibo in Senegal

Capofila: Comune di Chieri

Finanziatore: AICS

Durata: 36 mesi

Paese: Senegal

Il progetto intende contribuire allo sviluppo di azioni integrate per il potenziamento dei sistemi alimentari locali in Senegal, coinvolgendo attori pubblici in partenariato con soggetti privati, con le università e con altri soggetti di cooperazione nella definizione di politiche alimentari a livello urbano e territoriale. Si propone un partenariato di cooperazione decentrata che metta in relazione i comuni piemontesi di Chieri, Asti, Carmagnola, Nichelino, Mappano, Candiolo, Poirino, Granozzo con Monticello, con sette comuni senegalesi: la Città di Dakar, i comuni di Loul Sassène, Walaldé , Kafountine, Ronkh Tivaouane Peulh, e Coubalan. Le relazioni fra alcune di queste realtà amministrative sono già consolidate con reti di cooperazione decentrata che collegano i comuni fra loro in partenariati decennali.

L’obiettivo generale del progetto mira a promuovere lo sviluppo locale attraverso il rafforzamento del sistema alimentare, supportando la creazione e l’implementazione di strategie strutturate e sostenibili che approcciano il tema del cibo in un’ottica multidimensionale. Lavorando sulla governance a partire dalla collaborazione tra amministrazioni locali e società civile, il progetto risponde alla forte frammentarietà di singoli interventi in termini di malnutrizione, cambiamento climatico, accesso al cibo ed inclusione delle persone in condizioni di vulnerabilità, e propone di integrare le azioni rivolte ai sistemi alimentari andando oltre iniziative puntuali e/o settoriali. 

L’obiettivo specifico mira alla costruzione di Politiche Locali del Cibo (PLC) partecipative e inclusive, che valorizzino le esperienze già presenti sul territorio e stimolino la creazione di sinergie tra gli stessi. Le PLC rispondono a tre necessità: i) adattare la produzione alimentare locale al cambiamento climatico; ii) incrementare l’accesso ad un cibo sano e sicuro; iii) includere nelle economie locali le persone in situazioni di vulnerabilità.

R.1. I comuni senegalesi rafforzano le loro competenze sulle pratiche di governance riferite alle Politiche Locali del Cibo (PLC).

R.2. I comuni senegalesi e le realtà produttive locali costruiscono iniziative condivise per rafforzare i sistemi locali del cibo e l’inclusione delle popolazioni in situazioni di vulnerabilità.

L’Università di Torino è responsabile del Risultato 1 e lavorerà con università ed istituzioni locali nella comprensione del sistema del cibo dei comuni senegalesi coinvolti, nell’identificazione dei bisogni e nella creazione di strategie, linee guida o politiche locali del cibo.

Kijiani Pemba: sviluppo urbano sostenibile e resilienza climatica

Il programma Kijiani Pemba si concentra sui comuni di Chake Chake e Mkoani, nell’isola di Pemba (Tanzania), dove la crescita urbana non pianificata ha generato problematiche infrastrutturali e sociali.

La popolazione, caratterizzata da famiglie numerose, vive una forte pressione sui servizi pubblici e soffre di scarso accesso a cibo, acqua potabile, energia, istruzione e sanità. La mancanza di regolamenti urbanistici e la debolezza istituzionale dei municipi rendono difficile una pianificazione efficace.
Fenomeni ambientali come erosione e inondazioni aggravano ulteriormente la vulnerabilità delle comunità urbane e periurbane. I modelli di sussistenza agricoli e di pesca risultano compromessi, favorendo spesso la crescita di insediamenti informali privi di servizi di base.
Le scuole presentano condizioni precarie, con conseguenze sulla frequenza scolastica, soprattutto delle ragazze, e sull’accessibilità per i gruppi vulnerabili. La gestione dei rifiuti è insufficiente e provoca inquinamento ambientale e contaminazione delle risorse naturali. La connettività stradale è limitata, con infrastrutture deboli e difficoltà di mobilità per la popolazione.

In questo contesto, Kijiani Pemba mira a migliorare la qualità della vita attraverso uno sviluppo territoriale integrato e sostenibile. L’obiettivo è ridurre la vulnerabilità sociale ed economica, rafforzare la resilienza climatica e promuovere inclusione, con particolare attenzione a donne e giovani.