AESOP Sustainable Food Planning 2026: i nostri quattro contributi a Venezia

Dal 21 al 23 ottobre 2026 abbiamo partecipato a Venezia alla XII AESOP Sustainable Food Planning Conference, il convegno europeo che riunisce chi studia e pratica la pianificazione sostenibile del cibo. Il gruppo dell’Atlante del Cibo ha portato quattro contributi, presentati a Palazzo Badoer tra giovedì 22 e venerdì 23 ottobre, e ha presieduto tre sessioni.

Indice

  1. Il tema della XII AESOP Sustainable Food Planning Conference
  2. Gli atlanti locali del cibo come modello di governance
  3. Valori del cibo e strumenti urbanistici in quattro contesti europei
  4. Negozi alimentari e disuguaglianze di accesso nelle città metropolitane
  5. La governance della povertà alimentare a Torino
  6. Le sessioni presiedute da Egidio Dansero
  7. Un filo comune: la dimensione spaziale delle politiche del cibo

Il tema della XII AESOP Sustainable Food Planning Conference

Il titolo di quest’anno era “Strengthening the values of food in times and spaces of fragility”. Gli organizzatori, il FoodLab dell’Università Iuav di Venezia e la rete AESOP Sustainable Food Planning, sono partiti da una constatazione: crisi ecologiche, sociali, economiche e geopolitiche stanno trasformando i sistemi alimentari e ne mettono in luce le vulnerabilità strutturali.

Il cibo porta con sé valori diversi e spesso in conflitto. È patrimonio, cultura, mezzo di sussistenza e cura, ma anche merce e terreno di tensioni geopolitiche. Il convegno ha chiesto alle ricercatrici, ai ricercatori, ai movimenti e alle amministrazioni di guardare a come questi valori si negoziano nello spazio, e a come la pianificazione urbana e regionale del cibo può costruire risposte legate ai luoghi. Le keynote di Johanna Jacobi, Carolyn Steel, Kami Pothukuchi e Kevin Morgan hanno scandito le tre giornate.

Gli atlanti locali del cibo come modello di governance

Giovedì 22 ottobre, nella sessione 7.2 dedicata alla transizione della governance per mantenere i sistemi alimentari urbani entro i confini della salute planetaria, Riccardo Giovanni Bruno, Egidio Dansero, Veronica Allegretti e Tommaso Tonet hanno presentato “Local Food Atlases as a Model for Successful Food Governance”.

Un atlante locale del cibo raccoglie dati, mappe e analisi sul sistema del cibo di un territorio, dalla produzione al consumo. Il contributo propone di leggere l’atlante come un modello di governance: uno strumento che mette in relazione conoscenza e decisione pubblica, e che le amministrazioni possono usare per orientare le politiche locali del cibo.

Valori del cibo e strumenti urbanistici in quattro contesti europei

Nello stesso pomeriggio, nella sessione 2.2 sugli strumenti di pianificazione per la transizione alimentare, Veronica Allegretti, Tommaso Tonet ed Egidio Dansero hanno presentato “Mobilising Food Values Across Scales: Urban Planning Tools in Four European Contexts”.

Il lavoro confronta quattro contesti europei e osserva come gli strumenti urbanistici traducono i valori del cibo alle diverse scale di governo del territorio. Mette così al centro una domanda che il convegno poneva in apertura: in che modo la pianificazione fa entrare il cibo nelle scelte sul territorio.

Negozi alimentari e disuguaglianze di accesso nelle città metropolitane

Venerdì 23 ottobre, nella sessione 2.3 sulle forme di governance per l’equità alimentare, Tommaso Tonet con la collega della Scuola Normale Superiore di Pisa Irina Aguiari hanno presentato “Supermarkets and Access Inequalities: A Socio-Spatial Analysis of Italian Metropolitan Cities”.

L’analisi lavora alla scala metropolitana e considera tutti i negozi alimentari, non solo i supermercati. Mette a confronto il capoluogo, la cintura e le aree interne delle città metropolitane italiane, e legge la distribuzione dei negozi alla luce della ruralità e della fragilità dei territori.

La governance della povertà alimentare a Torino

Nella sessione 7.1, dedicata al diritto al cibo tra politiche alimentari, sicurezza alimentare sociale e infrastrutture, Giuseppina Bifulco e Veronica Allegretti hanno presentato “Food Poverty Governance in Turin: Actors, Territorial Aid Infrastructures and Urban Food Welfare”.

Il contributo ricostruisce chi risponde alla povertà alimentare a Torino, attraverso quali infrastrutture territoriali di aiuto e dentro quale sistema di welfare alimentare urbano. Porta così il caso torinese in un dibattito europeo che sposta l’attenzione dall’assistenza al diritto al cibo.

Le sessioni presiedute da Egidio Dansero

Egidio Dansero ha presieduto tre sessioni. Giovedì, insieme ad Amerigo Alberto Ambrosi, ha coordinato la 6.3 “Leveraging Community Agency along the Food Chain” e la 6.4 “Conceiving, Shaping, Scaling Food Planning Actions”. Venerdì, con Alessandra Manganelli e Roxana Triboi, ha coordinato la 7.4, un dialogo tra le reti europee delle città sul cibo, dalla Rete Italiana Politiche Locali del Cibo a Terres en Villes, dal network spagnolo RMAe a Sustainable Food Places nel Regno Unito.

Un filo comune: la dimensione spaziale delle politiche del cibo

I quattro contributi affrontano temi diversi, ma condividono un approccio. Ognuno parte dallo spazio: le mappe di un atlante, gli strumenti urbanistici, la distribuzione dei negozi alimentari, le infrastrutture dell’aiuto. È la stessa prospettiva che la XII AESOP Sustainable Food Planning Conference ha indicato come chiave per politiche del cibo più giuste e più democratiche. Su questa linea continueremo a lavorare con l’Atlante del Cibo di Torino Metropolitana.

Atlanti del Cibo e governance partecipata: esperienze, metodi e politiche dal workshop di Rimini

Nella giornata di lunedì 15 dicembre, a Rimini, si è tenuto un workshop sugli Atlanti del Cibo. Svoltosi nell’ambito di “Oltre la globalizzazione: Traiettorie / Trajectories”, il convegno, XV Edizione della Giornata di Studio “OLTRE LA GLOBALIZZAZIONE”, organizzato da Società di Studi Geografici e Centro di Studi Avanzati sul Turismo (CAST) dell’Università di Bologna – Campus di Rimini.

La sessione “Atlante del Cibo: dalla conoscenza alla governance partecipata, tra questioni teorico-metodologiche e politiche pubbliche”, ha messo a confronto esperienze di ricerca che interpretano l’Atlante come dispositivo conoscitivo e politico, capace di restituire la complessità dei sistemi alimentari e di orientare pratiche di governance territoriale, politiche pubbliche e processi partecipativi.

Sara Basso e Maria Cristina D’Oria (Università degli Studi di Trieste – Dipartimento di Ingegneria e Architettura) hanno presentato il progetto di Atlante del Cibo isontino e transfrontaliero, tra Italia e Slovenia. L’Atlante è pensato come infrastruttura dinamica per esplorare un territorio di confine caratterizzato da forte eterogeneità materiale, simbolica e linguistica. Attraverso mappature multiscalari, pratiche di crowdmapping e dispositivi di governance partecipata, il progetto mira a rendere visibili attori, dipendenze e asimmetrie, promuovendo politiche del cibo capaci di riconoscere la pluralità identitaria dell’Isontino e di costruire nuove solidarietà transfrontaliere.

Sara Basso e Camilla Venturini (Università degli Studi di Trieste) hanno presentato l’Atlante del Cibo di Trieste, pensato per costruire un quadro conoscitivo del sistema alimentare locale attraverso la mappatura di spazi, pratiche, progetti e reti di attori. Il progetto interpreta il cibo come patrimonio, utilizzandolo per rileggere le relazioni tra città ed entroterra carsico, oggi indebolite dall’abbandono agricolo ma ancora attraversate da buone pratiche di prossimità. In un contesto segnato da processi di turistificazione, l’Atlante mira a rendere visibili queste esperienze e a inserirle in un quadro più strutturato. L’approccio si fonda sui concetti di foodscape, foodspace e foodability, intesi come lenti operative per leggere i paesaggi alimentari, le pratiche locali e il potenziale del cibo come leva per politiche di welfare e rigenerazione territoriale.

Annalisa D’Ascenzo (Università Roma Tre – Dipartimento di Studi Umanistici) ha illustrato l’esperienza dell’Historical WebGIS AtLiTeG, dedicato alla lingua e ai testi della cultura gastronomica italiana dal Medioevo all’Unità. Il sistema informativo geografico storico, dinamico e interattivo affronta la complessità della cartografia linguistica e gastronomica attraverso la geolocalizzazione dei lemmi, l’organizzazione in layer e la ricostruzione dei quadri giurisdizionali e geotemporali, offrendo un modello replicabile per Atlanti del Cibo attenti alle dimensioni immateriali e storiche dei sistemi alimentari.

Marta De Marchi e Amerigo Alberto Ambrosi (Università Iuav di Venezia) hanno presentato l’Atlante del Cibo della Laguna di Venezia, concepito per leggere un sistema alimentare frammentato e reticolare, in cui Venezia storica, isole, terraferma e margini metropolitani sono profondamente interdipendenti. L’Atlante lavora su lessico, ingredienti e paesaggi come infrastrutture di conoscenza condivisa, con l’obiettivo di trasformare saperi situati in premesse per pratiche di cura del luogo e forme di governance collaborativa.

Francesca Strano e Cristina Catalanotti (Università Iuav di Venezia) hanno raccontato l’esperienza dell’Atlante del Cibo di Padova, avviato come sperimentazione metodologica in una città priva di un piano del cibo. Inserito nel quadro del progetto OnFoodAtlas, l’Atlante si configura come dispositivo-processo di ascolto e coordinamento tra saperi, pratiche e politiche, capace di far emergere tanto le potenzialità del sistema alimentare locale quanto i vuoti di rappresentanza e le criticità di governance.

Tommaso Tonet, Irene Boccia e Sonia Migliore (Università di Torino) hanno illustrato il ruolo di FirstLife come piattaforma partecipativa di crowdmapping e social networking per la rappresentazione dei sistemi alimentari urbani. Nato dall’esperienza dell’Atlante del Cibo di Torino Metropolitana e sviluppato attraverso progetti di scala nazionale, FirstLife supporta la raccolta e la comunicazione interattiva di pratiche e attori del cibo, configurandosi come strumento a supporto delle politiche pubbliche e della governance territoriale.

Dauro Mattia Zocchi (Università degli Studi di Bergamo) è intervenuto sugli Atlanti del Cibo e il foodscouting socioterritoriale, inteso come metodologia di ricerca partecipata e transdisciplinare. A partire da esperienze in Africa Orientale, il contributo ha mostrato come gli Atlanti possano operare come dispositivi epistemici e operativi, capaci di valorizzare i saperi locali, restituire la dimensione socio-territoriale dei patrimoni alimentari e sostenere pratiche di governance partecipata e inclusiva.