Da Dakar a Torino: RACINeS e una settimana di cibo e cooperazione

Ci sono modi di leggere un sistema alimentare che non passano dai grafici: passano dai posti dove il cibo si compra, si vende, si scarta, si trasforma. È il taglio scelto per accogliere a Torino la delegazione senegalese di RACINeS, il progetto che accompagna sette comunità locali del Senegal nella costruzione di nuove politiche alimentari.

Si è partiti dall’ingrosso. Al CAAT, il Centro Agroalimentare di Torino, la delegazione ha visto la filiera ortofrutticola da dietro le quinte, incontrando i responsabili del sito per capire come funzionano approvvigionamento e vendite e che impatto hanno sul territorio. Poi Porta Palazzo, il mercato che di quella filiera è la vetrina, insieme al mercato dei produttori, e il pranzo leggero nella sede di Eco dalle Città. Stesso cibo, due modi di venderlo: messi uno accanto all’altro si capiscono meglio. Insieme, alcuni momenti di riflessione e approfondimento al Campus Luigi Einaudi per approfondire i temi piu importanti delle food policies.

Mercoledì 23 la delegazione si è divisa e il Piemonte si è aperto a ventaglio. Ad Asti si sono celebrati i vent’anni di cooperazione con Coubalan, tra il mercato di Campagna Amica, aziende agricole e un mulino con produzione di pasta. A Santena e Carmagnola, tra scuole, centro di raccolta differenziata e siti di stoccaggio degli scarti agricoli e urbani, il cibo è stato guardato dalla fine della filiera. A Poirino è stato firmato il gemellaggio con Kafountine, tra un progetto di riciclo della plastica, uno stagno di tinche e un aperitivo italo-senegalese. A Nichelino, alla Festa di San Matteo, sono arrivati il miele di “Nichelino Fertile” e una cena preparata da una cuoca senegalese. Sul Lago d’Orta, a Orta San Giulio, c’è stata la visita per la delegazione di Walaldé.

Poi Terra Madre, dove tra giovedì e sabato il Senegal ha preso la parola: i trent’anni di cooperazione tra Piemonte e Senegal, la tavola rotonda sui sistemi alimentari locali e, infine, la cucina, con miglio, patata dolce e moringa nello show cooking di Bintou Ndiaye e Mariama Fatty. In mezzo, venerdì sera a Rivalta di Torino, nel chiostro di un ex monastero, il lancio del progetto di cooperazione decentrata con Loul Sessène: testimonianze di giovani italiani e senegalesi, biblioteca vivente, cena e percussioni.

Per chi si occupa di geografie del cibo il filo è questo: un sistema alimentare si capisce attraversandolo, dal mercato all’ingrosso al chiostro di un monastero.

OnFoodAtlas: tra Atlanti del cibo e l’Osservatorio Nazionale delle Politiche locali alimentari

OnFoodAtlas. Italian local Food Atlases as basis to build a national observatory on local food policies: Watching, Organizing, Researching and sharing Knowledge through a digital participatory platform for citizens and policy-makers.

Si tratta di un progetto coordinato dall’Università di Torino, che ha rafforzato le politiche alimentari locali valorizzando gli Atlanti del Cibo come strumenti di analisi, mappatura e partecipazione.

Ha consolidato l’Osservatorio Nazionale delle Politiche Locali del Cibo e sviluppato una piattaforma digitale open source (osservatoriofoodpolicy.it e foodatlas.it) co-progettata con gli stakeholder e i partner del progetto (IUAV Venezia, Ciheam Bari, Impactskills e CURSA). L’Osservatorio monitora e valuta le politiche, offre parametri nazionali e raccoglie buone pratiche.

Il progetto ha attivato nuovi Atlanti locali oltre le previsioni, creando una rete in espansione e producendo toolkit e linee guida open access.

“Territori che nutrono”: Incontro nazionale dei Distretti del cibo

Da giovedì 21 a sabato 23 marzo 2024, Torino, Pollenzo, Saluzzo, Pinerolo, Costigliole d’Asti, Chieri e Manta saranno protagoniste di “Territori che nutrono”, l’incontro nazionale dei Distretti del Cibo. Un’occasione per discutere del futuro del cibo e del ruolo strategico che le politiche territoriali possono giocare in questo contesto.

Un programma ricco di eventi e spunti di riflessione

La giornata di giovedì 21 marzo si aprirà a Torino con la presentazione dei Distretti del Cibo d’Italia e le relazioni introduttive di Piermichele La Sala, Università di Foggia e Serena Tarangioli, CREA. A seguire, i saluti della Regione Piemonte e l’intervento di Giorgio Calabrese sul tema del Distretto alimentare come fonte di salute e prevenzione.

Nel pomeriggio, l’incontro si sposterà al centro congressi GreenPea per la cerimonia di accoglienza e i saluti istituzionali. La giornata continuerà con la relazione annuale di Angelo Barone, Presidente della Consulta Nazionale dei Distretti del cibo, e con la prima sessione tematica dedicata alla valorizzazione dei paesaggi rurali e al turismo enogastronomico, con specifici casi studio. Il tutto finirà con le proposte turistiche per il Piemonte a cura di Paola Casagrande, direttrice Politiche e Fondi europei – Turismo e Sport e uno speech su “Alcol, vino e salute” di Michele Scognamiglio, specialista in Scienza dell’Alimentazione, Patologia e Biochimica Clinica.

Venerdì 22 marzo sarà la volta di approfondire i temi dei mercati come luoghi d’incontro e promozione delle politiche distrettuali e del contrasto agli sprechi alimentari e della circolarità della filiera cibo. Interverranno, tra gli altri, Giaime Berti, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa; Raoul Tiraboschi, Slow Food Italia; Maria Chiara Gadda, deputata e Alessia Toldo, Università di Torino; sotto la coordinazione di Egidio Dansero, Università di Torino. A seguire la Commissione Politiche Agricole terrà una conferenza stampa con la partecipazione degli Assessori all’Agricoltura, moderata da Gianfranco Latino della Regione Piemonte. Dopo un aperitivo che includerà la presentazione del Distretto del Cibo del Roero, sarà il momento dello speech “Microbiota Intestinale e Microbioumeoma, i due cantieri della vita” tenuto da Michele Scognamiglio.

Nel pomeriggio, si terranno i tavoli di dibattito tematici sui paesaggi rurali e turismo enogastronomico, sul contrasto agli sprechi alimentari e sui mercati. In serata, una cena con degustazione guidata e presentazione dei Distretti del Cibo del Roero, Monregalese-Cebano e della Frutta.

Sabato 23 marzo la giornata sarà dedicata alla visita guidata ai territori interessati dai Distretti del Cibo piemontesi, con soste a Pinerolo, Manta, Costigliole d’Asti e Chieri.

Le sessioni di convegno, non essendo più possibile accettare nuove iscrizioni, in quanto si è raggiunto il numero limite di partecipanti in presenza, saranno trasmesse in diretta streaming sul canale YT di VisitPiemonte.

Qui, anche, maggiori informazioni sui distretti piemontesi.

2015 – Adesione di Torino al MUFPP

Nel 2015, dopo l’Expo di Milano “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, oltre 40 città – tra cui Torino – hanno lavorato al Milan Urban Food Policy Pact (MUFPP): il primo patto internazionale tra sindaci delle aree urbane sulle politiche alimentari. Il MUFPP, sottoscritto da 260 città in tutto il mondo, mira a creare una rete di città che lavorano per realizzare politiche alimentari e condividono idee e pratiche per affrontare concretamente problemi comuni.

In particolare, le città si impegnano a sviluppare politiche che promuovano sistemi alimentari equi, sostenibili e resilienti, nonché a intervenire il alcuni ambiti specifici:

Governance, tramite attività di mappatura delle realtà del territorio, lo scambio di informazioni e la partecipazione degli attori nel sistema alimentare locale;
Diete sostenibili, includendo la definizione di linee guida per una sana alimentazione;
Giustizia sociale ed economica, tramite l’assistenza alle fasce più deboli attraverso attività di inclusione sociale;
Produzione del cibo, con interventi che supportano la produzione nelle aree urbane e periurbane;
Distribuzione del cibo, attraverso la creazione di sistemi logistici a basso impatto ambientale, il supporto ai mercati comunali e i mercati agricoli;
Spreco alimentare, attraverso l’adozione di politiche che aumentano la consapevolezza della necessità di ridurre lo spreco e ridurre le eccedenze e le perdite nella filiera alimentare.

Il 15 ottobre 2015, insieme ad altre 112 città e dopo aver lavorato alla sua stesura, Torino firma il Milan Urban Food Policy Pact.