Agroecologia in movimento. Apertura del sito del progetto di ricerca “Proposte dei movimenti sociali agroecologici per sistemi alimentari sostenibili in Argentina e in Italia”.

Agroecologia in movimento è il sito tematico del progetto di ricerca “Proposte dei movimenti sociali agroecologici per sistemi alimentari sostenibili in Argentina e in Italia”. Il progetto si sviluppa presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino e condotto da Veronica Soto Pimentel, con la supervisione del professor Egidio Dansero.

Il progetto, finanziato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, analizza, attraverso un approccio decoloniale, di genere e geografico, le innovazioni costruite collettivamente in Argentina e in Italia per affrontare la crisi dei sistemi alimentari nel contesto della loro globalizzazione, dell’egemonia del regime alimentare neoliberista-corporativo e del consolidamento dell’agroindustria come modello dominante di produzione del cibo.

Attraverso le diverse sezioni del sito è possibile approfondire gli obiettivi del progetto, il gruppo di lavoro, i soggetti di studio, gli eventi, le pubblicazioni e consultare una galleria fotografica che presenta il registro visuale del lavoro di campo.

Il sito è disponibile in italiano e in spagnolo ed è accessibile al seguente link:
https://www.agroecologiainmovimento.unito.it/

Iniziativa dei cittadini europei sul diritto al cibo

L’Atlante del Cibo di Torino Metropolitana segnala, a fini informativi, il comunicato stampa relativo al lancio della raccolta firme dell’Iniziativa dei cittadini europei “Food is a Human Right for All!”, avviata il 7 gennaio 2026.

L’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) è uno strumento di partecipazione democratica previsto dal diritto dell’Unione europea che consente ai cittadini di invitare formalmente la Commissione europea a esaminare una proposta legislativa, a fronte della raccolta di almeno un milione di firme valide in un numero minimo di Stati membri.

L’ICE sul diritto al cibo chiede il riconoscimento del cibo come diritto umano fondamentale all’interno delle politiche e della legislazione europea, con particolare attenzione all’accesso a un’alimentazione adeguata, sostenibile e dignitosa. L’iniziativa è sostenuta dalla coalizione europea Good Food For All, che riunisce organizzazioni della società civile attive nei campi delle politiche alimentari, sociali, ambientali e dei diritti umani.

Il comunicato stampa è reso disponibile in allegato.

Nuovo volume della “Collana Atlante” a tema povertà alimentare

Questo volume, edito nel 2025 dall’Università di Torino e a cura di Veronica Allegretti e Alessia Toldo, esplora le molteplici dimensioni della povertà alimentare nel contesto urbano di Torino, una delle forme più concrete e quotidiane di disuguaglianza sociale. Un fenomeno reso ancora più complesso dalle recenti crisi socioeconomiche, a partire dalla pandemia da Covid-19, che hanno amplificato fragilità già esistenti.

Attraverso cinque contributi, il volume propone uno sguardo critico e multidisciplinare sulle strategie di contrasto alla povertà alimentare, sulle reti di solidarietà attive sul territorio, sulle esperienze vissute dalle persone coinvolte e sulle sfide strutturali del welfare contemporaneo. Il cibo diventa così una lente per leggere dinamiche di marginalizzazione, giustizia sociale e trasformazione delle politiche pubbliche.

I contributi raccolti restituiscono la complessità della povertà alimentare non solo come mancanza materiale di cibo, ma come esperienza segnata da stigma, vergogna, isolamento e perdita di legami sociali. Al tempo stesso, il volume invita a riconoscere il cibo come diritto fondamentale e come dispositivo di dignità, capace di generare cura di sé, relazione e appartenenza culturale.

Balo Kendö: sicurezza alimentare e agricoltura sostenibile in Guinea Forestale

Balo Kendö : Rafforzamento delle politiche locali e promozione dell’agricoltura sostenibile per la sicurezza alimentare in Guinea Forestale

Capofila: Comune di Cuneo

Finanziatore: AICS

Durata: 36 mesi

Paese: Guinea (Regione di Faranah, Prefettura di Kissidougou)

Balo Kendö (“cibo sano” in lingua locale) è un progetto di cooperazione decentrata tra il Comune di Cuneo e il Comune di Kissidougou (Regione di Faranah, Guinea) che opera nell’ambito dello sviluppo territoriale sostenibile e delle politiche alimentari. In particolare, il progetto intende migliorare la sicurezza alimentare e la resilienza ai cambiamenti climatici attraverso il rafforzamento dei processi di pianificazione locale, attività di  formazione e sensibilizzazione, e la promozione di pratiche agricole sostenibili nei 13 comuni della Prefettura di kissidougou. Le azioni di progetto si sviluppano sulla base dei tre principali risultati attesi: 

R1: Creazione di meccanismi di consultazione partecipata a favore di una pianificazione locale inclusiva e sostenibile;

R2: Aggiornamento dei piani di sviluppo locale a favore di sistemi agroalimentari sostenibili in ciascun comune della Prefettura di Kissidougou:

R3: Migliorare la produzione agricola in modo sostenibile attraverso azioni pilota a livello di 13 cooperative agricole.

L’Università di Torino svolge un ruolo trasversale sulle tre annualità di progetto articolato nelle fasi seguenti:

1ª fase: diagnosi di base. Obiettivo: delineare lo stato dell’arte e identificare la baseline di progetto al fine di orientarne le strategie.

2ª fase: accompagnamento. Obiettivo: verificare/dettagliare i dati (approfondimenti quantitativi e qualitativi); accompagnare l’implementazione delle strategie e delle attività, in particolare nei momenti chiave del progetto (workshop, attività di formazione, ecc.). 

3ª fase: capitalizzazione. Obiettivo: sistematizzare i dati e identificare/valorizzare le buone pratiche. 

Patrimonio culturale e verde urbano: il progetto ECO-HERITAGE

Il progetto ECO‑HERITAGE intende evidenziare il valore del patrimonio culturale e degli spazi verdi per la mitigazione climatica e lo sviluppo urbano sostenibile.

Analizzando quattro casi studio in Francia, Spagna, Portogallo e Italia, la ricerca confronta modelli di governance e raccoglie dati ambientali e territoriali per individuare strategie innovative di gestione integrata. L’approccio combina analisi giuridiche qualitative e indagini empiriche quantitative, mettendo in evidenza come biodiversità, dati climatici e caratteristiche del patrimonio debbano orientare i quadri normativi.

Con una prospettiva bottom‑up, il progetto mira a connettere la tutela del patrimonio con i benefici climatici del verde urbano, soprattutto in aree industrializzate e densamente popolate. L’obiettivo finale è la definizione di un nuovo quadro politico e di un modello contrattuale pionieristico, con l’area di La Mandria come caso di studio centrale.

Afrifoodlinks | Il sistema del cibo di Torino tra locale e globale

Afrifoodlinks è un grande progetto guidato da città africane che coinvolge città europee in un’ottica di confronto e di apprendimento mutuo sulle politiche locali del cibo.

Il nostro contributo è stato quello di raccontare sistema e politiche locali del cibo di Torino. In continuità con il lavoro dei rapporti dell’Atlante del Cibo e di Torino Food Metrics, abbiamo colto l’occasione per fare un’analisi oltre la scala comunale, analizzando, anzi, il nostro sistema del cibo alla doppia scala comunale e metropolitana.

Esito è un grande rapporto che contiene dati e analisi in inglese che, tradotto in italiano, diventerà anche il quinto rapporto dell’Atlante del Cibo. Inoltre sono stati prodotti due casi studi che mettono in relazione Torino col mondo: uno sulle progettualità di cooperazione decentrata tra Torino e città nel Sud Globale, l’altro sul ruolo di Torino nelle filiere globali spesso poco eque di caffè e cioccolato che allo stesso tempo sono però prodotti identitari della città.

MyFarini: rigenerazione urbana e placemaking intorno al Campus Einaudi

Il progetto MyFarini mira a rigenerare due vie pubbliche adiacenti al Campus Luigi Einaudi, attraverso interventi culturali e pratiche di placemaking orientate al rafforzamento del tessuto comunitario e alla collaborazione tra residenti, associazioni e popolazione studentesca.

Attraverso la raccolta e l’analisi delle rappresentazioni, dei bisogni e delle prospettive d’uso dello spazio pubblico da parte dei suoi fruitori, il progetto mira a orientare strategie future capaci di radicare la trasformazione urbana nel contesto locale. Questo processo rende possibile individuare criticità, risorse e visioni emergenti, alimentando percorsi di mappatura partecipata e di progettazione condivisa.

Kijiani Pemba: sviluppo urbano sostenibile e resilienza climatica

Il programma Kijiani Pemba si concentra sui comuni di Chake Chake e Mkoani, nell’isola di Pemba (Tanzania), dove la crescita urbana non pianificata ha generato problematiche infrastrutturali e sociali.

La popolazione, caratterizzata da famiglie numerose, vive una forte pressione sui servizi pubblici e soffre di scarso accesso a cibo, acqua potabile, energia, istruzione e sanità. La mancanza di regolamenti urbanistici e la debolezza istituzionale dei municipi rendono difficile una pianificazione efficace.
Fenomeni ambientali come erosione e inondazioni aggravano ulteriormente la vulnerabilità delle comunità urbane e periurbane. I modelli di sussistenza agricoli e di pesca risultano compromessi, favorendo spesso la crescita di insediamenti informali privi di servizi di base.
Le scuole presentano condizioni precarie, con conseguenze sulla frequenza scolastica, soprattutto delle ragazze, e sull’accessibilità per i gruppi vulnerabili. La gestione dei rifiuti è insufficiente e provoca inquinamento ambientale e contaminazione delle risorse naturali. La connettività stradale è limitata, con infrastrutture deboli e difficoltà di mobilità per la popolazione.

In questo contesto, Kijiani Pemba mira a migliorare la qualità della vita attraverso uno sviluppo territoriale integrato e sostenibile. L’obiettivo è ridurre la vulnerabilità sociale ed economica, rafforzare la resilienza climatica e promuovere inclusione, con particolare attenzione a donne e giovani.

Akli Baladi: sistemi locali alimentari in Palestina verso un Atlante del cibo

Il progetto si prefigge di sostenere lo sviluppo, tramite cooperazione decentrata tra municipalità ed enti italiani e palestinesi, delle reti e dei sistemi locali del cibo nelle città di Betlemme e Gerico, attorno a tre filiere principali: datteri, miele e olio d’oliva.

In questo processo, il progetto ambisce a sostenere l’Università di Betlemme nella costruzione di un Atlante del Cibo palestinese che sostenga da un lato la preservazione di saperi e pratiche su e attorno al cibo, e dall’altro la costruzione di politiche del cibo che sostengano la sostenibilità e sicurezza alimentare della società palestinese. 

Martedì del Cibo nel 2025: incontri sui sistemi del cibo

Nel corso degli ultimi due anni, i Martedì del Cibo promossi dall’Atlante del Cibo di Torino Metropolitana hanno rappresentato uno spazio continuativo di approfondimento e confronto sul sistema alimentare locale. Il ciclo di incontri ha progressivamente affrontato temi che intrecciano produzione, consumo, politiche pubbliche, sostenibilità e partecipazione, coinvolgendo il mondo accademico, le istituzioni, il terzo settore e la cittadinanza.

Il percorso prende avvio, nel 2025, con il XII Martedì del Cibo, svoltosi il 18 marzo presso La Baraca a Torino, dedicato al rapporto tra agricoltura, ambiente e prodotti di montagna. L’incontro ha messo in luce l’importanza dei contesti produttivi e delle tecniche agricole nelle aree montane, soffermandosi sul ruolo dei marchi di origine e di tipicità come strumenti per orientare scelte di consumo più consapevoli. Il cibo viene qui letto come elemento capace di connettere territorio, paesaggio e relazioni sociali.

Il 1° aprile, con l’incontro dedicato alla possibilità di istituire uno Youth Food Policy Council a Torino, l’attenzione si sposta sul tema della partecipazione e della governance alimentare. Nell’ambito del progetto In Cibo Civitas, il confronto ha permesso di discutere il significato, le potenzialità e i limiti di questo strumento, mettendo in dialogo esperienze internazionali e realtà locali. L’incontro ha rappresentato un momento di riflessione collettiva sul ruolo dei giovani nelle politiche del cibo e sulle forme di coinvolgimento attivo nella trasformazione del sistema alimentare urbano.

Il XIV Martedì del Cibo, tenutosi il 22 aprile al Campus Luigi Einaudi, ha affrontato il tema della sicurezza alimentare e della riduzione degli sprechi. Attraverso l’intervento di Maria Pia Genesin, l’incontro ha evidenziato come la normativa in materia di food safety non riguardi esclusivamente gli operatori del settore, ma possa orientare anche i comportamenti quotidiani dei consumatori. La sicurezza alimentare viene così proposta come chiave di lettura per promuovere pratiche domestiche più responsabili e sostenibili.

Con il XV Martedì del Cibo, l’8 luglio presso la Gelateria Popolare di Torino, il ciclo si è aperto a un linguaggio diverso, quello cinematografico. La proiezione del documentario I Ribelli del Cibo di Paolo Casalis ha offerto uno sguardo sulle esperienze di piccoli produttori, sulle loro difficoltà e sulle alternative al modello dominante della grande distribuzione. Il racconto filmico ha consentito di affrontare il tema del cibo come ambito di conflitto, innovazione e immaginazione politica, ampliando le modalità di coinvolgimento del pubblico.

Il XVI Martedì del Cibo, svoltosi il 30 settembre al Campus Luigi Einaudi, torna a concentrarsi sulle filiere agroalimentari alpine. L’incontro ha approfondito il ruolo delle filiere corte come modello capace di sostenere i piccoli produttori, mantenere il valore economico nei territori e rafforzare il legame tra produzione, ambiente e comunità locali. Le filiere alpine emergono così come laboratori di sostenibilità e resilienza territoriale.

Il percorso di quest’anno si è chiuso con l’incontro del 25 novembre 2025, dedicato alla redistribuzione delle eccedenze alimentari nel quadro della legislazione sulla sicurezza alimentare. Ancora una volta, l’intervento di Maria Pia Genesin ha permesso di collocare la lotta allo spreco all’interno di un quadro normativo articolato, evidenziando responsabilità, differenze di approccio e strumenti di incentivazione. L’incontro ha rafforzato il dialogo tra diritto, politiche pubbliche e pratiche sociali, confermando il ruolo dei Martedì del Cibo come spazio di connessione tra saperi diversi.

Nel loro insieme, i Martedì del Cibo si configurano come un osservatorio sulle trasformazioni del sistema alimentare torinese, capace di tenere insieme dimensione locale e quadro istituzionale, pratiche quotidiane e politiche pubbliche, contribuendo alla costruzione di una riflessione collettiva sul futuro del cibo nel territorio metropolitano.