Si è concluso a Torino il secondo incontro internazionale del progetto CIRCLE-Food, due giorni intensi di lavoro condiviso tra ricercatori e partner provenienti da Italia, Francia, Spagna e Romania. L’obiettivo era chiaro: trasformare mesi di ricerca e mappatura in qualcosa di concreto e utile — un toolkit per le piccole imprese del settore agroalimentare che vogliono intraprendere un percorso di economia circolare.
Primo giorno: dalla mappa al tavolo di lavoro
La mattina del 23 aprile si è aperta con la sintesi dei risultati della fase di mappatura: 60 iniziative censite in quattro città europee attraverso la piattaforma FirstLife (atlantidelcibo.firstlife.org). Upcycling, redistribuzione degli sprechi, filiere corte — strategie diverse che raccontano un’Europa che sperimenta, ciascuna a modo suo.
È emerso subito un dato interessante: Torino e Timișoara si confermano realtà city-centric, con gli attori circolari concentrati nel tessuto urbano, mentre Chambéry e Zaragoza sono territory-centric, con catene del valore che partono dalle aree rurali e montane per arrivare ai consumatori in città.


Il la prima mattina e il pomeriggio è stato dedicato alle due sessioni di co-progettazione del CIRCLE-Food Toolkit. Per oltre tre ore, i partner hanno lavorato fianco a fianco per definire struttura e contenuti di quello che diventerà la guida pratica del progetto: sette sezioni, dal quadro teorico alle best practice città per città, fino alle raccomandazioni di policy. Una domanda ha attraversato tutta la discussione: esiste un modello europeo di economia circolare alimentare che stia emergendo, o le differenze tra contesti locali sono ancora troppo profonde?

A chiudere il pomeriggio, l’intervento di Mercato Circolare, realtà torinese che ha portato in sala la voce diretta di chi l’economia circolare la pratica ogni giorno.

Secondo giorno: dalla teoria al campo
Il 24 aprile ha cambiato ritmo e location. Il gruppo si è spostato al Campus Luigi Einaudi, dove un seminario mattutino ha approfondito il legame tra sistema alimentare urbano, innovazione sociale ed economia circolare — il quadro teorico che orienta l’intero progetto.
Il momento più vivo della giornata è stata la visita al progetto RePoPP a Porta Palazzo: un esempio concreto di riduzione degli sprechi alimentari nel cuore di Torino, tra banchi di mercato, reti di solidarietà e pratiche circolari radicate nel quartiere. Esattamente il tipo di esperienza che il toolkit vuole documentare e rendere replicabile altrove.

Il pomeriggio ha chiuso i lavori con la sessione dedicata ai prossimi passi: grant, attività future e preparazione dell’evento a settembre 2026.