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Governance - Atlante del cibo di Torino

Torino ha ospitato il II Workshop CIRCLE-Food: ecco com’è andata

Si è concluso a Torino il secondo incontro internazionale del progetto CIRCLE-Food, due giorni intensi di lavoro condiviso tra ricercatori e partner provenienti da Italia, Francia, Spagna e Romania. L’obiettivo era chiaro: trasformare mesi di ricerca e mappatura in qualcosa di concreto e utile — un toolkit per le piccole imprese del settore agroalimentare che vogliono intraprendere un percorso di economia circolare.

Primo giorno: dalla mappa al tavolo di lavoro

La mattina del 23 aprile si è aperta con la sintesi dei risultati della fase di mappatura: 60 iniziative censite in quattro città europee attraverso la piattaforma FirstLife (atlantidelcibo.firstlife.org). Upcycling, redistribuzione degli sprechi, filiere corte — strategie diverse che raccontano un’Europa che sperimenta, ciascuna a modo suo.

È emerso subito un dato interessante: Torino e Timișoara si confermano realtà city-centric, con gli attori circolari concentrati nel tessuto urbano, mentre Chambéry e Zaragoza sono territory-centric, con catene del valore che partono dalle aree rurali e montane per arrivare ai consumatori in città.

Il la prima mattina e il pomeriggio è stato dedicato alle due sessioni di co-progettazione del CIRCLE-Food Toolkit. Per oltre tre ore, i partner hanno lavorato fianco a fianco per definire struttura e contenuti di quello che diventerà la guida pratica del progetto: sette sezioni, dal quadro teorico alle best practice città per città, fino alle raccomandazioni di policy. Una domanda ha attraversato tutta la discussione: esiste un modello europeo di economia circolare alimentare che stia emergendo, o le differenze tra contesti locali sono ancora troppo profonde?

A chiudere il pomeriggio, l’intervento di Mercato Circolare, realtà torinese che ha portato in sala la voce diretta di chi l’economia circolare la pratica ogni giorno.

Secondo giorno: dalla teoria al campo

Il 24 aprile ha cambiato ritmo e location. Il gruppo si è spostato al Campus Luigi Einaudi, dove un seminario mattutino ha approfondito il legame tra sistema alimentare urbano, innovazione sociale ed economia circolare — il quadro teorico che orienta l’intero progetto.

Il momento più vivo della giornata è stata la visita al progetto RePoPP a Porta Palazzo: un esempio concreto di riduzione degli sprechi alimentari nel cuore di Torino, tra banchi di mercato, reti di solidarietà e pratiche circolari radicate nel quartiere. Esattamente il tipo di esperienza che il toolkit vuole documentare e rendere replicabile altrove.

Il pomeriggio ha chiuso i lavori con la sessione dedicata ai prossimi passi: grant, attività future e preparazione dell’evento a settembre 2026.

FOOD REBORN COMMUNITY CARE Strumenti innovativi di economia sociale per contrastare la povertà alimentare, lo spreco e la produzione di rifiuti nei contesti urbani

Martedì 14 aprile 2026, al Mercato Centrale di Torino, si chiude un ciclo. L’ultimo appuntamento del progetto CCC – Cibo = Cultura = Capitale (inserito all’interno dei “Martedì del Cibo” dell’Atlante) raduna, nello Spazio Fare di Piazza della Repubblica, ricercatrici universitari, imprese sociali, mense solidali e cuochi di comunità per ragionare insieme su una delle questioni più urgenti del metabolismo urbano torinese: come trasformare lo scarto in risorsa, e la fragilità alimentare in coesione sociale.

Un progetto, molte voci

CCC è stato un percorso di incontri e costruzione di relazioni che ha messo al tavolo — spesso alla lettera — soggetti che raramente si trovano a dialogare: il mondo accademico, il terzo settore, le istituzioni scolastiche, le comunità di migranti. L’ultima serata ne restituisce la densità in tre momenti distinti.

Il primo, dalle 18.30, è il panel Food Reborn Community Care, dedicato agli strumenti di economia sociale per contrastare povertà alimentare, spreco e produzione di rifiuti in contesto urbano. Intervengono Alessia Toldo (UniTo, Dipartimento di Culture Politica e Società) e Cristina Viano (UniTo, Dipartimento di Informatica), insieme ad Alessio Follini di WeCo Impresa Sociale. Portano la loro esperienza diretta due mense solidali che operano sul territorio: Almaterra, rappresentata da Maria Paola Ciafardoni, e Trivero16 – Mensa Pop, con Mauro Valle. Modera Luigi Vendola di Eco dalle Città.

Il secondo momento è la presentazione del progetto ERASMUS+ “ZEROWASTE” a cura dell’Istituto Comprensivo Regio Parco — un segnale importante: la cultura del recupero si costruisce anche (e soprattutto) nelle scuole.

La serata si chiude, dalle 20.00, con una cena solidale antispreco: Chef Omar, insieme al collettivo degli Ecomori, cucina con frutta e verdura recuperata. Offerta libera e consapevole.

Per info e prenotazioni: tel/whatsapp 345 768 6059 — info@ecodallecitta.it

Il racconto della presentazione del Volume “Povertà alimentare a Torino” presso Urban Lab

Giovedì 26 marzo, l’Atlante del Cibo, in collaborazione con Urban Lab, ha presentato il volume “Povertà alimentare a Torino. Analisi per pratiche trasformative delle disuguaglianze urbane”. 

La serata, introdotta da Alessia Toldo (Università di Torino), si è sviluppata attorno ai 5 interventi da parte delle autrici e degli autori del volume, provenienti da discipline scientifiche diverse: Veronica Allegretti (Università di Torino), Giuseppina Bifulco (Università Bicocca di Milano), Maria Basile (Università di Pisa), Ginevra Montefusco (Università di Padova) e Cristian Campagnaro (Politecnico di Torino). 

L’obiettivo era quello di investigare le diverse dimensioni in cui la povertà alimentare si manifesta, da quella materiale, a quella sociale e politica.

Il primo intervento, di Veronica Allegretti (sociologa), ha presentato un capitolo del libro in cui viene descritta una ricerca svolta a Torino rispetto alla profilazione delle persone destinatarie di aiuti e assistenza alimentare.

Nel secondo intervento, Giuseppina Bifulco ha invece illustrato gli obiettivi e i risultati della sua ricerca socio-spaziale in cui ha mappato le entità solidali impegnate a erogare servizi di assistenza alimentare nella città di Torino. Interessante in questo discorso è il ruolo centrale svolto dalle eccedenze all’interno di tutto il sistema di aiuti.

Il terzo intervento è stato dedicato alla presentazione del capitolo di Maria Basile, la quale ha svolto una ricerca antropologica in Barriera di Milano durante il periodo Covid, e che si è interrogata sui sistemi e i modelli di welfare alimentare durante la fase emergenziale di pandemia. 

Anche il quarto intervento, da parte di Ginevra Montefusco (dottoranda in geografia), ha esposto una ricerca condotta in Barriera di Milano, considerando i Bagni Pubblici di Via Agliè e l’orto urbano il “Boschetto”, luoghi ad alto potenziale trasformativo dove il cibo diventa un bisogno condiviso e uno strumento di cura.  

L’ultimo intervento è arrivato da Cristian Campagnaro. L’autore ha presentato il suo capitolo che parte da un progetto ormai undecennale sul tema della povertà alimentare tra i senza dimora a Torino. Al centro del contributo, l’importanza del cosiddetto pasto diurno certo, esplorando le sfide legate all’accesso al cibo in termini di quantità, qualità, continuità e competenze nutrizionali delle persone beneficiarie.

A chiudere la serata è stato infine il prezioso intervento di Tiziana Ciampolini (consigliera comunale di Torino), a cui è stato riservato il compito di mettere insieme i cinque interventi delle autrici e autori del volume, dando suggestioni rispetto al modo in cui la ricerca può dialogare con la pubblica amministrazione e le sue scelte politiche. Come suggerito da Tiziana Ciampolini, il cibo riorganizza i sistemi e orienta le scelte politiche: una politica del cibo non può che essere intersettoriale, capace di tenere insieme bisogni complessi che il welfare tradizionale, nella sua curvatura assistenzialistica, non riesce più a soddisfare da solo.

Il XIV incontro del GIPA come spazio vivo di confronto e progettazione

Si è tenuto il 25 marzo il XIV incontro del GIPA – il Gruppo Intersettoriale sulle Politiche Alimentari della Città di Torino – confermandosi come uno spazio centrale per mettere in relazione competenze, esperienze e progettualità legate al sistema del cibo urbano.

L’incontro ha restituito con chiarezza la natura del GIPA: non un tavolo formale e statico, ma un processo in costruzione, capace di crescere nel tempo grazie al contributo di una pluralità di attori.


Un processo aperto che cresce nel tempo

Accanto agli uffici comunali, partecipano università, circoscrizioni, realtà del terzo settore e soggetti attivi sul territorio, in un dialogo continuo che riflette la complessità delle politiche del cibo.

Uno degli aspetti più significativi emersi riguarda proprio la difficoltà – ma anche la ricchezza – nel definire i confini del sistema alimentare urbano. Ogni incontro porta con sé nuove connessioni, nuovi interlocutori, nuovi ambiti di intervento.

In questo senso, il coinvolgimento delle circoscrizioni rappresenta un passaggio fondamentale per radicare sempre di più le politiche del cibo nei quartieri, intercettando bisogni, pratiche e progettualità locali.


L’Action Plan: uno strumento dinamico

Al centro della giornata è stato presentato l’aggiornamento dell’Action Plan della Città di Torino, un documento che raccoglie le principali azioni in corso e che è stato recentemente pubblicato anche online.

Più che un punto di arrivo, però, l’Action Plan si configura come uno strumento aperto e in continua evoluzione. Accanto alla versione pubblica in PDF, esiste infatti un documento di lavoro condiviso che permette di monitorare le attività, inserire nuove azioni e costruire una visione sempre più articolata delle politiche alimentari cittadine.

Il lavoro del GIPA si sviluppa lungo alcune direttrici principali: comunicazione, governance, educazione, finanziamenti e dialogo territoriale.


Comunicare e formare: rendere visibile il lavoro

Sul fronte della comunicazione sono stati fatti passi avanti importanti, come la creazione di una pagina dedicata alle politiche alimentari sul sito della Città e la crescente visibilità del gruppo anche a livello europeo.

Un altro ambito strategico è quello della formazione interna. Durante l’incontro è stato presentato un percorso che prevede la realizzazione di videopillole e momenti formativi rivolti ai dipendenti comunali, con l’obiettivo di diffondere conoscenze e rendere più accessibile il lavoro che i diversi uffici stanno portando avanti.

Si tratta di un passaggio fondamentale, anche alla luce di una criticità emersa chiaramente: spesso, anche all’interno dell’amministrazione, le iniziative non sono pienamente conosciute.


Il ruolo dell’Atlante del Cibo

In questo quadro si inserisce il contributo dell’Atlante del Cibo di Torino Metropolitana, richiamato come uno strumento fondamentale di supporto alle politiche.

Più che un dispositivo di governance, l’Atlante rappresenta un contesto di produzione e condivisione della conoscenza, in cui ricerca, istituzioni e territorio possono dialogare. Un’infrastruttura immateriale che negli anni ha contribuito a costruire una base comune di dati, analisi e relazioni.


Esperienze locali: il caso Aurora

Ampio spazio è stato dedicato anche alle esperienze territoriali. Tra queste, il progetto avviato nel quartiere Aurora, che punta a valorizzare la diversità culturale attraverso il cibo, trasformando una fragilità in risorsa.

L’idea è quella di costruire una nuova narrazione del quartiere a partire dalle attività commerciali, dalle comunità presenti e dalle filiere alimentari, intrecciando dimensioni sociali, economiche e ambientali.

Un esempio concreto di come le politiche del cibo possano diventare leva di rigenerazione urbana e inclusione.


Educazione alimentare e mense scolastiche

Non meno rilevanti le iniziative legate all’educazione alimentare, in particolare nel contesto della ristorazione scolastica.

Sono stati presentati nuovi percorsi laboratoriali rivolti a studenti e famiglie, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza del cibo, delle filiere e della sostenibilità, partendo dall’esperienza quotidiana della mensa.


Verso una dimensione metropolitana

Guardando al futuro, emerge con forza la necessità di rafforzare la dimensione metropolitana delle politiche del cibo.

In questa direzione si inserisce il percorso che porterà alla realizzazione di un Food Policy Round Table a scala metropolitana, con l’obiettivo di mettere in relazione le esperienze locali e costruire una visione condivisa più ampia.

Proiezione del documentario Raizes Sem Terra

Segnaliamo la proiezione del documentario Raizes Sem Terra che si terrà mercoledì 11 marzo ore 10.15 presso l’Aula Magna del Campus Luigi Einaudi, nell’ambito degli insegnamenti di Geografia politica ed economica M-Z e Geografia applicata e cooperazione allo sviluppo.

Il documentario nasce come strumento di advocacy per raggiungere tre obiettivi principali: dare voce alle famiglie senza terra della Bahia mostrando come sia difficile convivere in una regione semi.arida se non si hanno gli strumenti per affrontare la siccità aggravata dalla crisi climatica; raccogliere fondi da destinare alle famiglie senza terra; fare pressione politica verso le istituzioni della Bahia per sbloccare gli investimenti pubblici per sistemi di raccolta e riutilizzo dell’acqua.

Il team formato da Fabio, Alessia e i due Francesco è partito il 25 luglio del 2025 con il supporto di The National Geographic e The Nature Conservancy. Le riprese sono durate un mese e ci si è mossi con una guida e varie auto un po’ prestate e un po’ noleggiate non senza fatica. Il campo base era la cittadina di Cicero Dantas e le riprese si sono svolte in quasi tutta la Bahia con tantissime ore giornaliere di viaggi in auto tra le sperdute strade sterrate delle campagne dello stato federale. Il documentario è diviso in due parti: il problema della conquista della terra e il problema della crisi climatica. Nella parte finale si propongono delle soluzioni: oltre alle famiglie Sem Terra, infatti, nel documentario c’è un’intervista esclusiva al capo tribù degli indigeni Kiriri, alla professoressa di permacultura statunitense Marsha Hanzi e ad una studentessa dell’Università di Euclides da Cunha. 

Biografie:

– Fabio Rotondo: giornalista, attivista, scrittore. Ideatore e produttore esecutivo del documentario
– Alessia Morat: fotografa e videomaker. Direttrice della fotografia del documentario
– Francesco Saretto: ingegnere ambientale e dottorando alla Wageningen University. Produttore esecutivo del documentario.
– Francesco Ballarini: fotografo e videomaker. Regista del documentario

XIX Martedì del Cibo | Agricoltura e orticoltura urbana a Torino

Martedì 10 marzo, dalle ore 16.30 alle 19.00, presso Palazzo Corbetta Bellini di Lessolo (Via Andrea Doria 10, Torino), si terrà il XIX “Martedì del Cibo”, dedicato al tema Agricoltura e orticoltura urbana.

L’iniziativa, promossa nell’ambito dell’Atlante del Cibo di Torino Metropolitana, intende aprire uno spazio di confronto sulle potenzialità e sulle sfide dell’agricoltura urbana, con particolare attenzione all’orticoltura urbana come pratica diffusa e strategica nel contesto metropolitano.

L’incontro si propone di indagare le pratiche gestionali e relazionali che caratterizzano gli orti urbani, approfondendo il caso della città di Torino. Accanto al focus locale, verranno presentati anche casi studio europei, con esperienze provenienti dalla Svezia e dalla Spagna, utili a mettere in prospettiva il contesto torinese e ad arricchire il dibattito con modelli e approcci differenti.

Dopo il welcome coffee (ore 16.30), i lavori si apriranno alle 17.00 con i saluti di Marco Devecchi, Presidente dell’Accademia di Agricoltura di Torino, e di Chiara Foglietta, in rappresentanza della Città di Torino.

Seguiranno gli interventi di Geovana Mercado (SLU), Enrico Corgnati (OrMe), Giorgio Prette (Liberitutti scs – Cascina Falchera), Federica Larcher (Università di Torino), Giuseppe Deplano (RETE ONG ETS – programma AgroBarriera) e Francesco Marengo (Università di Torino).

L’incontro rappresenta un momento di dialogo tra ricerca, istituzioni e realtà operative attive sul territorio, con l’obiettivo di rafforzare reti, strumenti di governance e visioni condivise per lo sviluppo dell’agricoltura urbana nell’area metropolitana torinese.

Organizzazione: Luca Battisti (Università di Torino) e Riccardo Saraco (Città di Torino).
Moderazione: Luca Battisti.

Incontro con gli amministratori locali in Valchiusella nel progetto GERMONTE 7

Nella serata del 9 febbraio, presso l’ex municipio di Trausella, si è tenuto l’incontro con gli amministratori locali, una delle tappe del progetto GERMONTE 7 alla presenza dell’Università di Torino con i dipartimenti DISAFA e CPS e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nonchè della Regione Piemonte.

Questo progetto è un’iniziativa del MASAF, attuata dalla Regione Piemonte nell’ambito della L. 194/2015 sulla tutela e valorizzazione della biodiversità agricola e alimentare. L’obiettivo è tutelare la biodiversità agricola nazionale — razze animali autoctone e varietà vegetali tradizionali — sostenendo agricoltori e allevatori custodi, valorizzare i territori attraverso il rafforzamento delle filiere locali e il recupero delle conoscenze tradizionali, creare e rafforzare reti locali come le Comunità del Cibo e della Biodiversità, e promuovere attività di divulgazione e sensibilizzazione.

Dopo la presentazione del progetto, ad opera de prof. Lombardi del Dipartimento DISAFA, il momento è proseguito attraverso la presentazione della prima rassegna, attraverso il lavoro della tirocinante Paola, attorno alle Comunità del Cibo in Italia, in un percorso che in base al contesto territoriale d’azione ha delle sue peculiarità. A seguire, grazie alla nostra ricercatrice Veronica Allegretti, si è provveduto ad eseguire un Mentimiter che ha portato alla luce come si potesse immaginare un futuro della Valchiusella capace di evitare lo spopolamento e rafforzare la coesione sociale, integrando i nuovi abitanti. La risposta passa dalla valorizzazione delle risorse locali e dalla creazione di una comunità del cibo fondata su cooperazione, formazione e comunicazione. Il cibo è visto non solo come valore economico, ma anche come sapere condiviso e strumento di relazione. In questo contesto, cittadine e cittadini, produttori e istituzioni possono essere chiamati a collaborare per rafforzare autonomia alimentare, servizi e legami tra montagna e città.

Seminario “Oltre il cibo: la governance alimentare urbana tra politiche e dinamiche della città”

In data 2 febbraio alle ore 17.00 si terrà presso il Campus Einaudi di Torino e online al link: https://unito.webex.com/meet/tommaso.tonet il seminario dal titolo “Oltre il cibo: la governance alimentare urbana tra politiche e dinamiche della città” tenuto da Alessandra Manganelli – Universitat de Barcelona.

Questo seminario esamina la relazione tra le azioni urbane sul cibo e le dinamiche specifiche della città che vanno oltre l’ambito alimentare. Sebbene i sistemi alimentari urbani e le politiche ad essi connesse siano spesso descritti come multifunzionali e intersettoriali, le strutture di governance del cibo urbano e le azioni legate al cibo sono ancora frequentemente analizzate come iniziative di nicchia. Di conseguenza, la loro capacità di riconoscere, interagire, e potenzialmente influenzare dinamiche urbane più ampie rimane in larga parte poco esplorata.

Il seminario propone una lettura più articolata dell’azione urbana sul cibo e delle possibilità di intervento attraverso iniziative legate al cibo. Sostiene che l’ibridità della governance del cibo urbano non risieda soltanto nella sua intersezione con diversi ambiti di policy (come salute, ambiente o inclusione sociale), ma anche nel modo in cui essa si relaziona a processi urbani più ampi che contribuiscono a plasmare lo sviluppo della città. Questo approccio richiede pertanto di individuare diversi punti di accesso alla città e alle sue dinamiche politiche più ampie. 

Dal punto di vista empirico, il seminario si basa su un lavoro di campo attualmente in corso nel contesto di Torino. Questa presentazione si inserisce nell’ambito del progetto CITIES4FOOD presso l’Università di Barcellona, con Ana Moragues (PI), Maria José La Rota e Leonie Vidensky.

Evento realizzato da:
Università di Torino · Atlante del Cibo di Torino Metropolitana · Dipartimento Culture, Politica e Società · Food Studies Lab · Rete Italiana Politiche Locali del Cibo · Osservatorio Nazionale delle Politiche locali del Cibo

Il mercato porta bene | CCC – Cibo, Cultura e Capitale

CCC – Cibo = Cultura = Capitale torna con un nuovo appuntamento pubblico dedicato ai mercati, inserendosi all’interno della serie dei “Martedì del Cibo”. CCC è un progetto di Ecodallecittà, con i partner Fondazione Comunità Porta Palazzo, Le Fonderie Ozanam e MAiS – Movimento per l’Autosviluppo, l’Interscambio e la Solidarietà; in collaborazione con Panacea Social Farm e Il Mercato Centrale di Torino; con il maggior sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo; in partenariato con Politecnico di Torino – Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale (DIMEAS), PoliTO per il Sociale e LVIA – Servizio di pace.

In questo evento si mostrerà come i mercati siano luoghi chiave della vita urbana e presìdi quotidiani di relazione, accesso al cibo e sostenibilità. Spazi spesso percepiti come residuali o tradizionali, i mercati sono in realtà infrastrutture sociali complesse, capaci di tenere insieme economia locale, lavoro, politiche pubbliche e pratiche di consumo consapevole. In un contesto segnato da trasformazioni profonde dei sistemi alimentari, dalla crisi climatica alle disuguaglianze nell’accesso al cibo, i mercati continuano a rappresentare un punto di contatto diretto tra città, territori e persone.

Martedì 27 gennaio 2026, al Mercato Centrale Torino, l’incontro propone una riflessione articolata sul valore contemporaneo dei mercati, mettendo in dialogo ricerca, progettazione, istituzioni e mondo del commercio ambulante. Il primo momento della serata è dedicato al tema dello spreco alimentare e al ruolo della progettazione come leva di cambiamento. La presentazione del progetto di una bici frullino, sviluppato da studentesse del Politecnico di Torino e del Politecnico di Milano, apre una discussione su come design, tecnologia e pratiche quotidiane possano contribuire a ridare valore alle eccedenze alimentari, trasformando un problema sistemico in occasione di innovazione sociale ed economia circolare.

Il secondo dibattito amplia lo sguardo sul ruolo dei mercati come spazi di sostenibilità e commercio di prossimità, interrogandosi sul loro futuro nelle politiche urbane e alimentari. Il confronto tra amministrazione pubblica, università, associazioni di categoria e rappresentanti dei mercati cittadini permette di affrontare temi centrali come la tenuta economica delle attività ambulanti, il rapporto tra mercati e quartieri, le sfide della transizione ecologica e il valore sociale di questi luoghi come presìdi di prossimità e inclusione.

A chiudere la serata, una cena solidale antispreco, a offerta libera, che traduce in pratica i temi discussi e ribadisce uno degli assunti fondamentali di CCC: il cibo è allo stesso tempo cultura, relazione e capitale sociale. Un momento conviviale che rafforza il legame tra pensiero critico e azione concreta, restituendo ai mercati il loro ruolo di spazi vivi, condivisi e profondamente politici.

Forum Missioni della Città Metropolitana di Torino: la ristorazione scolastica come politica pubblica di area vasta

L’Atlante del Cibo ha partecipato alla seconda conferenza del Forum Missioni della Città Metropolitana di Torino, tenutosi il 20 gennaio nella sede della Città stessa e avente il focus sulla ristorazione scolastica.

La Ristorazione Scolastica come politica pubblica di area vasta

La gestione della ristorazione scolastica sta attraversando un profondo cambiamento di paradigma, passando dall’essere considerata una mera somma di servizi comunali a una vera e propria “politica pubblica di area vasta”. Questo nuovo approccio, promosso dalla Città metropolitana di Torino nell’ambito del Forum Missioni, riconosce la mensa come una “leva strategica” fondamentale per incidere sullo sviluppo economico locale, sulla cultura alimentare e sull’inclusione sociale.

Una visione strategica e integrata

L’obiettivo centrale è quello di “governare in modo condiviso trasformazioni complesse”, traducendo i principi dell’Agenda metropolitana per lo sviluppo sostenibile in azioni concrete. In questa prospettiva, la ristorazione scolastica non è più solo un insieme di problemi tecnici o burocratici, ma diventa una “domanda pubblica strategica” capace di orientare le filiere locali e rafforzare le economie territoriali.

Per rendere operativi questi obiettivi, il confronto territoriale ha evidenziato l’importanza di:

  • Valorizzare la cooperazione territoriale: Mettere in relazione politiche economiche, filiere produttive e servizi pubblici per generare valore pubblico.
  • Utilizzare i Distretti del Cibo: Questi strumenti possono aiutare ad affrontare in modo strutturato la domanda della ristorazione scolastica, inserendola in una pianificazione che interseca anche il sistema educativo.

Uno “spostamento di sguardo”

Il principale risultato del percorso intrapreso non è solo un elenco di soluzioni tecniche, ma un radicale “spostamento di sguardo”: la mensa scolastica deve essere intesa come un sistema integrato che incide contemporaneamente su:

  • Salute dei cittadini;
  • Educazione delle nuove generazioni;
  • Ambiente e sostenibilità;
  • Filiere produttive e organizzazione dei servizi.

Questo quadro di lavoro condiviso permette di riconoscere le criticità strutturali e di orientare politiche coordinate, con l’obiettivo di integrare stabilmente le tematiche legate al cibo all’interno delle strategie di sviluppo del territorio.